DUECENTO CHILOMETRI DA LUCERA A CASTEL DI SANGRO
10 MAGGIO 2013 – Manca solo più di un mese alla lunga impresa di ripercorrere il Tratturo, quello dei pastori di migliaia di anni, quello del tragitto inverso descritto da Gabriele D’Annunzio.
Dal 15 giugno gente normale, senza fissazioni di supermarciatori o fisime di superare se stessa, ma solo per il gusto di fare lo stesso percorso da Lucera a Castel di Sangro, ben duecento chilometri, si metterà in cammino, anche senza pecore, ovviamente, e si sentirà parte della fantasmagorica avventura della transumanza (si può leggere, a proposito: “Quando la transumanza era vita e distruzione” nella sezione CULTURA di questo sito). Attraverserà diciotto borghi, nel progetto “Tr@tturo Coast to Coast”.
Un’eco di queste camminate che ricordano il fervore di Santiago de Compostela, si ebbe a Villetta Barrea lo scorso 27 gennaio in un convegno durante il quale, uno dopo l’altro, archeologi e storici narrarono cosa aveva significato per loro “travestirsi” da pastori, seppure non riuscissero a mettersi addosso le ansie e le angosce dei pastori: quella degli agguati del maltempo e dei lupi, l’incertezza di condurre migliaia di animali attraverso terre malsicure anche sotto il profilo dell’ordine pubblico, forse anche la mortificazione di fare patti con la malavita. Ci può essere una essenza di posa radical-chic nel pretendere di fare i pastori, ma disponendo di uno stipendio e soprattutto della possibilità di uscire subito dalla pista dell’ “erbal fiume silente” (Gabriele D’Annunzio) per tornare in pantofole.
Ma la marcia dal 15 giugno non ha niente delle mode e dell’olografia: è davvero informale, merita una attenzione proprio per questo.






