Forse per la Valle Peligna è passata la nottata

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D’ALFONSO OPTA PER IL SENATO. UNA OCCHIATA ALLE IMPRESE DELL’ATTILA DEL CENTRO-ABRUZZO (SOSTENUTO DA CERTI SULMONESI…)

6 AGOSTO 2018 – Luciano D’Alfonso opta per fare il travet in Senato (capogruppo di uno spaurito PD in una commissione) e lascia la poltrona di presidente della Giunta regionale d’Abruzzo; si potrebbe fare in tempo a votare per rinnovare il Consiglio regionale entro la fine dell’anno. Lo ha dichiarato oggi, dopo che la Commissione per la verifica delle incompatibilità gli aveva assegnato tre giorni, a pena della decadenza dal laticlavio.

Il centro-Abruzzo tira un sospiro di sollievo: se ne va, con qualche mese di anticipo (ma dite a chi sta in apnea se una frazione di secondo non è risolutiva…) l’Attila della Valle Peligna che:

  • ha voluto escludere la stazione di Sulmona dai collegamenti ferroviari tra Pescara e L’Aquila;
  • ha voluto escludere la Valle Peligna dai collegamenti viari tra Napoli e l’Adriatico, incentivando una ricostruzione della “Fondovalle Sangro” forse per ordine da Londra della Fiat o da Roccamontepiano di Legnini, negli stessi luoghi dove la montagna ha già spostato i viadotti di 45 anni fa;
  • ha tentato di costruire una galleria più lunga di quella del Gran Sasso per realizzare sulla A25 la variante da Bussi a Collarmele, che prevedeva, tra l’altro, la materiale rimozione di tutti i viadotti in Valle Peligna (invece di rinforzarli dopo il terremoto);
  • ha mandato un asino tra i suoni (nel caso concreto: il vice-presidente della giunta Giovanni Lolli), alla riunione del Governo nazionale che doveva decidere sul gasdotto a Sulmona e sulla centrale di spinta e risulta per iscritto che quello che l’asino tra i suoni avrebbe dovuto dire in quella riunione lo ha detto al “Centro” in una intervista il giorno dopo, per prendere per culo i Sulmonesi;
  • ha tentato di trasformare l’ospedale di Sulmona in poco più di un armadio farmaceutico (che neanche Pescasseroli nel 1972 sopportò al posto della farmacia, scendendo in piazza);
  • disse, dopo pochi mesi dall’elezione, che avrebbe voluto Sulmona come città dei ristoranti (teatri a L’Aquila, università a L’Aquila e Chieti e Pescara, camerieri a Sulmona…). E il guaio è che i Sulmonesi lo avevano pure votato, quindi queste cosucce se le meritano tutte; il problema è che questi bei risultati riguardano anche noi Come si diceva tra studenti all’epoca di una fortunata campagna anti-sigarette: “Chi vota DC avvelena anche te, digli di smettere”, ora si potrebbe dire: “Chi vota PD ha avvelenato anche te, ormai è troppo tardi pure per dirgli di smetterla”. Ma se ne va. Nella “Napoli milionaria” con Edoardo De Filippo la conclusione, tutto sommato ottimistica, era: “Ha da passà la nuttata…”. Forse è giunta l’alba, sempre che i sulmonesi non si vogliano ritrovare al tramonto votando per Andrea Gerosolimo che fino a qualche mese fa ha collaborato in tutto e per tutto, da assessore regionale, con il “suo” presidente e ora magari vorrebbe reinventarsi il ruolo alternativo a D’Alfonso…
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