Fuocherello per “Presa diretta” sui mali dell’Aquila

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GIORNALISMO D’INCHIESTA, SPESE PAZZE E FRAGILITA’ SISMICA

3 FEBBRAIO 2014 – C’era anche una Stefania Pezzopane sorridente ad inaugurare, accanto a Silvio Berlusconi, una “new town” dell’Aquila, costata molto di più di quanto preventivato e, soprattutto, infarcita di difetti che sono emersi negli ultimi mesi tanto da renderla inagibile.

La puntata di “Presa diretta” di questa sera è stata molto incisiva ed ha messo a nudo molte “stranezze”, che non sono dovute alla mafia o alla camorra, ma agli appetiti di molti abruzzesi: per esempio, i ponteggi in “tubi innocenti” che arricchiscono i palazzi cadenti: oppure le puntellature che puntellano l’aria, perchè partono dal suolo, ma si fermano al quinto o sesto metro senza reggere nulla. Su tutto questo gli aquilani non dicono niente: ci vogliono i giornalisti di “Presa diretta” a lanciare denunce molto chiare ed emblematiche.

Peraltro, è ancora un lungo percorso quello che si deve compiere per accertare come e perchè a L’Aquila ci siano stati tanti morti per una scossa di intensità inferiore a quelle che ciclicamente colpiscono Paesi poveri come il Cile: piano piano anche “Presa diretta” si avvicinerà a porsi la domanda sul motivo che ha indotto l’Italia ad applicare per L’Aquila una deroga al regime di standard edilizi necessari alle zone sismiche del massimo livello. Lì sta la chiave di tutte le domande, perchè lì sta la origine vera di tutte le fragilità dell’Aquila. Ma si tratta di dire cose molto sgratificanti per chi ha fatto politica a L’Aquila negli ultimi sessanta anni, quando la città non voleva perdere la sede del capoluogo di regione e voleva una espansione edilizia che non fosse costosa.