Si ricorda la signorina Vitto-Massei (“Signora, prego”)

519

VittoMassei amazzone8 FEBBRAIO 2014 – Con la conferenza “La signorina di Pettorano”, nell’ex convento di San Nicola, l’Archivio di Stato ha ricordato la Dott.ssa Maria Concezione Vitto-Massei a un anno dalla scomparsa (nella foto: Maria Concezione Vitto-Massei a Pettorano nel costume del paese).

L’organizzazione è stata anche dell’”Archeoclub” di Sulmona, del quale la signora Vitto-Massei è stata Presidente e interverrà il presidente attuale, Alessandro Bencivenga.  V. “Ultimo viaggio da Napoli per Mariella Vitto-Massei” nella sezione PERSONE di questo sito. 

L’ordine oggettivo di un archivio, soprattutto poi di quello di Stato, era proprio ciò che dava l’ansia alla dott.ssa Maria Concezione Vitto-Massei, che un anno fa si spegneva a Napoli dopo aver acceso molte estroverse occasioni di cultura e anche di socializzazione in Pettorano sul Gizio e a Sulmona. Eppure verrà celebrata nel tempio dell’ordine oggettivo, nell’Archivio di Stato di Sulmona, del quale era peraltro assidua frequentatrice.

La stanza delle sue rimembranze, quel pensatoio che apriva agli amici almeno una volta all’anno, non era proprio un archivio: emanava ancora l’impeto delle cose vive, raccolte con molta classe, ma senza una selezione tematica. In effetti, la freddezza di un museo non si coniuga ai fermenti di un pensatoio e Mariella Vitto-Massei di questa irregolatezza andava orgogliosa.

Così, il titolo di questa commemorazione, “La signorina di Pettorano” non si addice tanto: non solo perchè evoca, bene che vada, una atmosfera gozzaniana che era l’esatto opposto di quella che circondava Mariella Vitto-Massei, ma soprattutto perchè il debole della dott.ssa Maria Concezione per Goethe (e per l’Istituto che a Roma è a lui intestato) fa pensare più ad ambientazioni del Faust nella vicenda terrena di una donna che aveva la fierezza di studiare e metabolizzare tutto quello che incontrava, di vederne le implicanze psicologiche e di non lasciarsi mai andare a schemi di giudizio, cioè a pre-giudizi, che nelle “signorine”, invece, sono, ahinoi, la regola. Tra l’altro, se da una persona abbiamo appreso che l’appellativo per una donna che abbia superato i venticinque/trenta anni è sempre “signora”, quella era proprio Mariella Vitto-Massei (“sul modello tedesco”, aggiunse con soddisfazione).

Ma il concorso di voci che hanno celebrato il primo anniversario della sua morte è stato tale da rassicurare sull’alto contenuto dei tratteggi, perchè, se non altro, era proprio la signora Mariella a seguire tutte le conferenze di Emanuela Ceccaroni, Rosanna Tuteri, Beatrice Ricottilli e Anna Colangelo; e quindi sarebbe stata contenta di sentirle parlare di se stessa.