BORDATE TRA VERE E FINTE OPPOSIZIONI
10 SETTEMBRE 2019 – L’attivismo del nuovo Partito Democratico ha subito causato la reazione della consigliera Elisabetta Bianchi, che ci ha fatto pervenire il suo punto di vista e quella dell’ex assessore Luciano Marinucci che il suo punto di vista non ci ha mandato, lasciandoci in seri problemi per prendere sonno questa sera.
Non si fa attendere la risposta del Pd, che rileva come entrambi gli attacchi della “strana coppia Bianchi-Marinucci”, “confezionati dalla medesima mano”, lo rafforzano “nella convinzione di aver imboccato la strada giusta. All’avv. Elisabetta Bianchi “consigliera senza più partito e senza mai argomenti”, il nuovo Pd attribuisce una “provvidenziale febbre” proprio quando avrebbe dovuto essere in consiglio per impedire la prosecuzione della candidatura di Anna Maria Casini. E la invita a chiarire una volta per tutte il suo ruolo nel consiglio comunale, smettendola di galleggiare.
“Al Dott. Marinucci – annota poi il nuovo PD – che si avventura in una stantia e incomprensibile divisione di appartenenza tra “ex”, una semplice notazione: il Circolo Pd di Sulmona non è spaccato. E’ più che mai unito nella ricostruzione di un comune sentire politico che mette al centro del suo agire la visione di una città in cui gli interessi della comunità siano prioritari rispetto a quelli dei singoli e dei propri familiari. Un Circolo aperto al contributo di tutti coloro che sposano una linea chiara, di netta opposizione ad un’Amministrazione fallimentare, senza ambiguità. A questo proposito, tanto per ristabilire un minimo di verità tra tante falsità va definitivamente chiarito che dal giugno scorso non esiste alcun gruppo del PD in Consiglio comunale. Con comunicazione ufficiale del Segretario Provinciale, Commissario del Circolo PD di Sulmona, alla Presidente del Consiglio Comunale è stato, infatti, notificato il ritiro dell’autorizzazione all’uso del simbolo a coloro che avevano scelto il sostegno alla Sindaca contro le indicazioni del Partito Regionale e Provinciale. Di ogni eventuale elusione di questa formale indicazione i responsabili saranno chiamati a rispondere in tutte le sedi”.
Non è da ieri che il Pd ha ripreso a diramare comunicati su ogni problema cittadino; sono alcuni mesi. La reazione in stereofonia è venuta, però, all’indomani di una importante riunione che dopo anni è stata ospitata nella sede rimessa a nuovo e all’indomani dell’annuncio di un incontro addirittura con l’ex procuratore nazionale antimafia, Roberti, fissato per il 28 settembre.
Marinucci aveva tempo almeno due mesi per dire che il nuovo Pd non rappresenta il Pd intero, ma non ha mosso ciglio; fino a oggi.
Bianchi poteva lanciare i suoi rimbrotti a chi, a suo avviso, sarebbe rimasto allineato e coperto senza dimostrare spirito civico; e sarebbe stata tempestiva se lo avesse fatto al primo comunicato del dopo-Di Masci, per dire, per esempio: “Toh, guarda chi si sente di nuovo dopo il sonno di Aligi”. Lo fa oggi. Che lo facciano insieme è già indice di un fastidio simultaneo; ma che lo facciano dopo che un partito si è rivoltato per la assai discutibile scelta dei consiglieri eletti con i suoi voti di sostenere alle elezioni regionali la candidata Scoccia che poi ha sostenuto una giunta contrapposta al Pd in regione è piuttosto sorprendente. Sorpresa che cresce quando si annota che le sfuriate vengono quando il circolo locale sforna iniziative di livello nazionale, invece di vestirsi di lutto per il tradimento di Bruno Di Masci che è passato a sostenere, con i voti di chi lo ha eletto per fare opposizione, la dott.ssa Casini, è addirittura umoristico. A noi, cittadini senza tessera, fa molto piacere che un ex procuratore antimafia, parlamentare europeo, venga a Sulmona a parlare di pericoli per i territori sotto mira di mafia e ‘ndrangheta; anzi lo riteniamo un passaggio forse salvifico nel contesto attuale; come avremmo accolto con vivo interesse e profonda soddisfazione che un convegno simile fosse stato organizzato da Marinucci o Bianchi, per non dire Di Masci. Non avremmo mai pensato di dire che non rappresentano nessuno (anche se, almeno Marinucci, in effetti non rappresenta più nessuno) o che Bianchi non ha un europarlamentare da portare a Sulmona (anche se, in effetti, non lo ha perchè ha avuto la dignità e forse anche il coraggio di uscire da Forza Italia). Organizzino pure loro; ci porti, Marinucci, anche una vecchia gloria dei socialisti, cercando di evitare, preferibilmente, quel sottosegretario che venne già per sostenere che bisognava deviare la autostrada A25 “saltando” la Valle Peligna; qualcuno nel Pd che lui ritiene ortodosso lo troverà. Ma questa sincronia nei rimbrotti porta a dubitare assai che alla loro base ci sia un pensiero civico a favore di questa città.






