Galleria da Anversa: così i treni volerebbero a Roma

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L’OPERA FA PARTE DI QUELLE ESAMINATE PER L’IMPATTO AMBIENTALE

12 APRILE 2012 – Tra le opere pubbliche che la commissione regionale per la Valutazione di Impatto Ambientale ha esaminato ieri figura la nuova galleria della ferrovia Roma-Pescara nel tratto compreso tra la Valle Peligna e la Marsica. Gli imbocchi sarebbero sul lato est ad Anversa degli Abruzzi e

sul lato ovest a Carrito-Ortona, in prossimità di Pescina. Il nuovo tragitto consentirebbe di risparmiare, in termini di tempo, circa quaranta minuti dei 70 che sono necessari oggi da Sulmona ad Avezzano. Alla eliminazione di tutta la salita fino a Goriano Sicoli (e quindi del tratto di ferrovia che sale da Anversa in una forte pendenza) si aggiungerebbe il beneficio di una molto più elevata velocità di percorrenza (intorno agli 80 km/h a confronto dei 50, circa, ora consentiti). Potrebbero, inoltre, essere usati locomotori molto più veloci che attualmente non possono transitare per il raggio delle curve come costruite centotrenta anni fa.

Un progetto per questa galleria da Anversa degli Abruzzi fu approntato negli anni Ottanta dall’ing. Fulvio Di Benedetto.

Valutazione di impatto ambientale non significa, di certo, “opera cantierabile”, come nel gergo viene definita la progettazione dotata di tutti i disegni e di tutti i capitolati. Tuttavia non sarebbe sbagliato che già da adesso le amministrazioni interessate (quindi i Comuni, la Provincia, ma soprattutto la Regione) dessero il maggior impulso per l’approvazione della spesa, sia pure, ovviamente, nei tempi consentiti. Risparmiare quaranta minuti di percorrenza vuol dire avvicinare l’Abruzzo a Roma, ricollocando il mezzo ferroviario a livello concorrenziale con l’autostrada, che comincia ad essere intasata dopo mezzo secolo dalla progettazione e quaranta anni dalla costruzione dei primi tratti. E signficherebbe, al di là delle demagogiche opposizioni, irrobustire un mezzo ecologico e, soprattutto, di grossa valenza sociale come il treno.