GENTILE PRESENZA DELLE OPERE IDRAULICHE

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REALIZZATE ALL’INIZIO DEL NOVECENTO, ERANO ANCHE BELLE E NON HANNO MAI RICEVUTO MANUTENZIONE – DUE MOSTRE OGGI A L’AQUILA E A SULMONA DOVE PREVALE LA CARTOGRAFIA

27 SETTEMBRE 2025 – Tutto il pomeriggio di oggi è dedicato alle costruzioni sull’acqua, cioè alle opere idrauliche nei Comuni di Raiano, Introdacqua, Rivisondoli, Goriano Sicoli ed altri in provincia dell’Aquila. Sono anche i “bottini” di presa dell’acqua potabile che sollevarono le popolazioni dalla continua necessità all’inizio del secolo scorso e che consentirono di costruire opere ancora oggi in funzione, seppure con perdite fragorose. Poca o nessuna è stata la manutenzione in 120-130 anni; se ci fosse stata, oggi si potrebbero organizzare in Piazza Garibaldi le naumachie che i Romani allestivano in Piazza Navona. Invece, in alcuni casi e anche per Comuni ricchi di acque potabili e irrigue, si debbono rispettare turni di erogazione.

Le opere idrauliche di inizio Novecento erano rispettose anche dell’estetica; esattamente il contrario di quelle del Consorzio di Bonifica Canale Corfinio (v. “Quando gli invasati progettavano gli invasi” nell’ultimo numero cartaceo del “Vaschione” ancora nelle ultime dieci copie all’edicola di Piazza Tresca).

Organizzata dall’Archivio di Stato, a L’Aquila la piccola mostra si tiene dalle ore 9 alle 13 e dalle 15 alle 19 di oggi e domani. Ad Avezzano, dove fu prosciugato il Fucino, niente.

A Sulmona dalle 15 alle 19 di oggi all’ex Convento di San Nicola (in Via Sant’Antonio) l’Archivio di Stato propone “Paesaggi di carta: il territorio costruito”. E’ un allestimento di disegni ed elaborati grafici tratti da protocolli notarili, perizie giudiziarie, catasti della Casa Santa dell’Annunziata, documenti dell’Archivio Mazzara riguardanti la Valle Peligna e l’Alto Sangro.

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