Gli avvocati cercano di asciugare le polveri bagnate

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ASSEMBLEA MARTEDI’ DOPO LA CATASTROFE ALLA CONSULTA

17 GENNAIO 2014 – L’assemblea degli Avvocati cerca di asciugare le bagnatissime polveri della battaglia per la salvaguardia del tribunale.

Lo farà martedì alle ore 12, in esito alla decisione della Corte costituzionale che ha dichiarato inammissibile il referendum abrogativo proposto (prima volta della storia repubblicana) da nove regioni.

Sulle polveri della battaglia continuano a versare acqua con idranti Paola Pelino e Stefania Pezzopane, che usano gli emendamenti solo per ottenere una proroga, cioè una condizione nella quale il tribunale sarà messo fuori di ogni limite minimo di funzionalità, con giudici che non chiederanno di trasferirvisi o che rinunceranno al trasferimento ottenuto o se ne andranno qualche mese dopo il trasferimento a Sulmona, come è successo.

E peggio ancora farà il personale non giudicante, ipnotizzato dall’”interpello” al quale è impossibile dire di no e allestito dal dirigente di Via Arenula Birritteri, l’uomo che non deve chiedere mai (perchè ottiene tutto). Una iniziativa l’assemblea degli avvocati potrebbe adottarla: chiedere alla Corte Costituzionale, con la dovuta procedura, se sia stato corretto che il presidente della repubblica, Giorgio Napolitano, si sia espresso sulla fondatezza della legge di soppressione dei tribunali e di altri uffici giudiziari in Italia a pochi giorni dalla pronuncia della stessa Consulta. Ma per sostenere una adeguata eco a questa coraggiosa azione ci vorrebbero giornalisti altrettanto coraggiosi. E chi te li dà?