Gravina: lo studio illuministico delle piante appenniniche

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31  GENNAIO 2012 – Contiene alcuni “Scritti di botanica” di Pasquale Gravina (1779-1828) il volume  curato da Pasquale Orsini e Aurelio Manzi, edito dal

 Comune di Pettorano e dall’Associazione Culturale Pietro De Stephanis.

L’illuminista nell’illuminata provincia

 Il vento delicato e accativante della ricerca scientifica è il patrimonio più grande del Secolo dei Lumi, purtroppo interrotto dall’esperienza sorda e pesante dell’Ottocento. Linneo  in Svezia, ad Upsala, è stato l’esempio più fulgido di un atteggiamento di attenzione viva e di continuo aggiornamento: la classificazione come presupposto e passo ineluttabile verso il progresso della scienza, per non ripetere ad ogni ciclo di vita tutto il cammino che ciascun singolo studioso sapeva compiere per sè, Linneo donò la sua più grande eredità. Ma il “sistema” era vivo e vitale anche nel grande Regno del Sud, in Italia, dove i passi della scienza vera si percepivano continuamente, si replicavano dalle basi delle ricerche incessanti. Gli scavi di Pompei, nell’archeologia, furono voluti proprio dai Borboni. Gli studiosi dei più remoti angoli della provincia (collegati con mezzi modernissimi per lo scambio delle merci e dei documenti) si tenevano in contatto in un ideale club della ricerca, anche per la botanica che sulla dorsale appenninica era più florida che altrove, forse, peraltro, senza mai raggiungere la ricchezza delle zone campane e sicule, ma restando in osmosi con i progressi della coltivazione sistematica di quelle zone.

Il sindaco e lo studioso

Pasquale Gravina è stato medico e sindaco del paese, ma deve la sua fama soprattutto all’attività di botanico. È stato socio corrispondente del Reale Orto Botanico di Napoli e collaboratore dell’opera di Michele Tenore, Flora Napolitana (edita a Napoli in 10 volumi negli anni 1811-1836). Ha pubblicato articoli scientifici nella rivista Giornale enciclopedico di Napoli negli anni 1811-1812, nei quali ha raccolto i risultati delle sue esplorazioni floristiche nei territori montani di Pettorano, Rocca Pia, Scanno e Piano delle Cinquemiglia, attualmente compresi entro i confini del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, del Parco Nazionale della Majella e della Riserva Naturale Regionale Monte Genzana Alto Gizio. A lui Tenore dedicò una pianta con il nome di Brassica Gravinae.

Il programma del convegno

  Alla presentazione del libro, introdotta da Marcello Bonitatibus (presidente dell’Associazione culturale “Pietro De Stephanis”), insieme ai curatori interverranno Nicola Cimini (Direttore del Parco Nazionale della Majella); Mimì D’Aurora (CGIL Abruzzo, responsabile ambiente); Mauro Fabrizio (Consulente scientifico della Riserva Naturale “Monte Genzana Alto Gizio”); Dario Febbo (Direttore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise); Gianfranco Pirone (Università dell’Aquila).