Ha fiducia nelle Regioni il 16% degli Italiani

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PATETICI TENTATIVI DI RISCATTO DI GOVERNATORI CHE NESSUNO STIMA

26 APRILE 2015 – I tanti, pensosi Sulmonesi che hanno sottolineato come non sia opportuno mettersi in rotta con il presidente della Regione,

hanno rimproverato il sindaco Ranalli per aver parlato di “Pulcinellata” in riferimento alla visita di Luciano D’Alfonso al municipio di Sulmona e al conseguente, prevedibile (e quindi evitabile) risentimento di alcuni partecipanti alla riunione, dopo che proprio D’Alfonso aveva dato del bugiardo a qualcuno che era intervenuto nel dibattito e aveva dimostrato di pensarla diversamente da lui.

Pensare che occorra conservare un buon rapporto con Luciano D’Alfonso significa sbagliare di molto la prospettiva. E’ dei giorni scorsi una ricerca affidata da “L’Espresso” a Demopolis ed effettuata dal 18 al 20 aprile: ne emerge un dato sconcertante. La fiducia degli Italiani nella istituzione “regione” era a meno di un terzo nel 2010; oggi si è collocata al 16%. Neanche due intervistati su dieci hanno fiducia nella Regione. I motivi sono diversi e diversamente articolati nel territorio nazionale; ma la disfatta è totale.

Le regioni, istituite 45 anni fa, sono considerate poli di malaffare e di incompetenza; costose macchine che assorbono risorse e non ne restituiscono neppure in infrastrutture.

Quanto a lievitazione dei costi, Luciano D’Alfonso fa la sua parte e proprio qualche giorno fa ha preso un aereo di una linea privata (per il ritardo di Alitalia) pur di non mancare alla conferenza stampa di “Expo” a Milano. Il suo sottosegretario D’Alessandro ha balbettato che forse l’Alitalia rimborserà o farà uno sconto (l’Alitalia si farà una risata, questo è scontato) perché il ritardo avrebbe pregiudicato la indispensabile presenza di D’Alfonso (indispensabile per la sua smania di apparire, non per l’Abruzzo che da governatori di questo tipo perde in immagine molto di più di quanto possa perdere per non essere rappresentato in una conferenza stampa).

I dati raccolti da Demopolis non consentono una prova di appello per le Regioni, soprattutto perché seguono un declino di fiducia ormai da anni, con un andamento costante e regolare verso il basso ( 28% nel 2012, 23% nel 2013). In tale contesto i toni da ispirata operazione di rinascita, usati da D’Alfonso nelle dichiarazioni trasmesse in televisione in questi mesi nei quali si comincia a compilare un bilancio del primo anno di governatorato, sono patetici: anche nella terminologia che richiama quella guascona di Renzi.

In un quadro del genere, è tutto da spiegare quale sia stato il vantaggio nell’invitare il “governatore” a Palazzo San Francesco per sentire le sue arroganti risposte a pacifici cittadini. Si può invitare a parlare in una assemblea pubblica uno che ha la fiducia di un abruzzese e… mezzo su dieci? E, per di più, un presidente di regione che qualche ora prima era stato messo in minoranza nel voto del Consiglio sui punti-nascita?