Hanno “il seme sotto la neve” e intanto spalano per gli altri

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11.2.2012_campi_innevati_a_Raiano11 FEBBRAIO 2012 – “Sembra che cinquanta milioni di italiani stiano aspettando che arrivi la Protezione civile” ha dichiarato stamane con molta saggezza un allevatore di Castel del Monte, il sig. Petronio, in una intervista televisiva per un programma di RaiUno che ha tentato di fare un quadro dei danni riportati dall’agricoltura e dagli allevatori.

 

Certamente le maggiori conseguenze si sono registrate in Emilia e nelle Marche “dove gli agricoltori sono meno abituati di noi alla neve” osservano alcuni addetti al settore nella Valle Peligna, che peraltro aggiungono che “anche a Sulmona e nei centri vicini i danni sono quest’anno incalcolabili, attualmente; e potranno assumere proporzioni ancora maggiori se non arriverà il sale a liberare stabilmente gli allevamenti per le riforniture di foraggi”. 11.2.2012_trattore_spargisale_a_RaianoAddirittura in qualche caso  gli allevatori hanno dovuto liberare alcune centinaia di ovini per consentire loro di abbeverarsi nella neve che si scioglieva un po’ alla volta. Insomma: ambientazioni da eventi biblici.

Peraltro, contadini e imprenditori agricoli rivendicano una condotta civica che non è stata valorizzata a sufficienza: con ruspe e trattori hanno permesso di sgombrare anche le strade principali. “E questo sta ancora avvenendo, sebbene sia uscito il sole”. Quelli che coltivano cereali stanno tranquilli, avendo “Il seme sotto la neve” (per riprendere un titolo di Silone); ma per le coltivazioni ortive il disastro si scoprirà al disgelo.

Nella foto in alto una immagine dei campi a Raiano. Nell’altra foto uno dei mezzi agricoli usati per liberare le strade dalla neve e per spargere il sale.