I viaggiatori di Trenitalia mangiano arachidi ma non diventano Super Pippo

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SCONCERTANTI RISULTATI DELLA INGEGNERIA FERROVIARIA CHE PER FORTUNA A SULMONA SI FERMA AD UNA BRETELLA

11 DICEMBRE 2017 – Notizie confortevoli vengono dalla Liguria, nel senso che dai treni è meglio stare alla larga e, quindi, tutto sommato, se Rete Ferroviaria Italiana realizza l’astuta bretella per escludere Sulmona farà un piacere a tutto il circondario. Sulla linea da Milano a Nizza (che pare abbia un traffico un po’ superiore alla linea da Pescara a Roma e a quella finora immaginaria da Pescara a L’Aquila, che peraltro denota una utenza giornaliera di cinque viaggiatori che arrivano a Sulmona e cambiano per L’Aquila) i pensosi ingegneri di RFI hanno lasciato imprigionati, fermi, per quattro ore i viaggiatori di un importante convoglio bloccato da pochi centimetri di neve.

Gli sventurati, che pare abbiano approfittato del collegamento reso rapido da una bretella, appunto, secondo le testimonianze ascoltate ai tg nazionali hanno cenato con i semi di arachide, senza neppure diventare Super Pippo. Immaginiamo cosa possa accadere ai convogli nella Valle dell’Aterno, dove si fermano anche senza neve. Il sindaco di Sulmona ha dato impressione di agitarsi per tranquillizzare la popolazione sulle ripercussioni benefiche della bretella (voluta dall’assessore di riferimento Andrea Gerosolimo che si guardò bene dal divulgarla prima che incominciassero i lavori e non si poteva più nasconderla), perché, per collegarla alla attuale stazione, RFI sperpererà altri soldi in marciapiedi e tapis roulant e non è escluso neppure che, per maggior consolazione, si imposteranno anche delle divertenti montagne russe.

Ma è preoccupazione eccessiva: da come stanno ridotte le ferrovie, precipitate all’attuale livello dai tempi gloriosi di Sella e Spaventa solo 130 anni fa, nessuno darà neppure uno sguardo alla bretella e degli ingegneri e degli amministratori di questa RFI rimarrà un epitaffio: “Progettarono inutilmente una bretella nei tempi della lunga fuga degli Italiani dalle ferrovie”.