12 DICEMBRE 2011 – Con una manovra che non è neanche abile e rimane solo mistificatoria, il sindaco di Sulmona (nella foto mentre parla alla cerimonia di consegna della “sentenza” su Ovidio, qualche minuto prima di essere aggredito verbalmente e inseguito da un gruppo di contestatori) viene fatto passare per chi lascia l’auto per il Corso e non si cura di parcheggiarla da cristiano, approfittando della sua figura di primo cittadino. E viene indicato come cattivo esempio: reprobo davanti ai turisti, che non si capacitano di come in una città civile il sindaco parcheggi in modo da ostacolare il traffico. La macchina in effetti sabato sera in Largo degli Orefici c’era. Ma era successo qualche cos’altro che forse andrebbe riferito. Avvisato, al Quadrivio, di un assembramento davanti al portone del Comune, Fabio Federico ha seguito l’invito di “appoggiare” l’auto un po’ più avanti, lungo il Corso. Quindi è andato al municipio, da solo, ed ha affrontato il gruppo di contestatori, salutandoli a braccia aperte e continuando fino all’aula magna dove stava per svolgersi la cerimonia di consegna della “sentenza” su Ovidio. Finita la cerimonia, si doveva recare all’Annunziata, ove era in programma la seconda parte delle celebrazioni per Ovidio. E si è incamminato insieme al Presidente del Consiglio comunale, mentre lo incalzavano i contestatori (come riferiamo in altro servizio). L’auto, ovviamente, rimaneva dove era stata parcheggiata. Poi pare sia stata graffiata e, comunque, ad attendere il sindaco c’era un gruppo di persone che protestava per il parcheggio.
Orbene: in un paese normale si dovrebbero cogliere alcuni aspetti della condotta del sindaco. Innanzitutto, non si è fatto prelevare dall’auto del Comune per farsi accompagnare fino alla scalinata dell’aula magna, come avrebbe potuto, posto che lo attendeva un impegno del suo ufficio. In secondo luogo, non ha preteso che la polizia sgombrasse l’ingresso del Municipio (posto che la manifestazione pare non fosse autorizzata) ed anzi ha salutato calorosamente (magari con un pizzico di ironia, ma almeno quella sarà consentita a chi viene coperto di insulti…). Inoltre, non ha chiesto a un vigile urbano di spostargli l’auto, come avranno fatto nove sindaci su dieci negli ultimi quaranta anni. In ultimo, appena ha potuto, fatti i saluti agli ospiti, è andato a riprendersi l’auto.
Tutto questo costituisce un… comportamento arrogante? E tutto questo è sufficiente a spostare l’attenzione sul fatto principale del pomeriggio di sabato: che, cioè il sindaco è stato rincorso e insultato nel centro della città, e insieme a lui sono stati insultati il Consiglio comunale e l’amministrazione? Vogliamo domandare ad un giornalista obiettivo dove “sta la notizia” in tutti questi avvenimenti?






