Il “grizzly lacchè” nuovo orso in Val Peligna

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SCOTENNA I NEMICI E LECCA I POTENTI

18 OTTOBRE 2014 – Ha suscitato enorme interesse in Canada la vicenda dell’orso confidente ucciso a Pettorano sul Gizio

per essersi troppo avvicinato ad una abitazione e all’annesso pollaio e, in particolare, per essersi di tanto avvicinato a zone antropizzate da aver di fatto sfiorato il nastro di asfalto di una strada nazionale di grande comunicazione.

L’Organismo per la conservazione e la tutela della notissima specie di orso “grizzly” ha fatto anche di più ed ha avviato una particolare indagine da effettuare su tutto il territorio peligno per lo studio di un tipo di orso assolutamente sconosciuto in Canada e, pare, anche in Alaska: il “grizzly lacchè”, intorno al quale finora erano stati abbandonati altri tentativi di studio. Inoltre, un deterrente per svolgere questi studi era costituito dal fatto che, per quanto gli si volesse applicare questa etichetta, comunque nella sua condotta manifestava prima o poi l’istinto primordiale, che è ben conosciuto nella tradizione del Nord America e che è ben riprodotto in migliaia di filmati aventi ad oggetto pecore, cervi, scoiattoli non sai quanti, etc. Era quindi difficile trovare anche i volontari umani per la sperimentazione.

Unico esemplare in Val Peligna

In Valle Peligna, invece, la razza pare abbia attecchito. In Canada è arrivato uno scritto firmato proprio da “Grizzly”, su un periodico peligno, nonché testata web: “L’occasione è di quelle importanti, da vestito a festa e papillon: per l’Abruzzo avere un suo cittadino al vertice del Consiglio Superiore della Magistratura, è senza dubbio motivo di orgoglio. Giovanni Legnini, d’altronde, quella nomina, anzi elezione, se l’è meritata tutta”; “l’avvocato di Roccamontepiano ha dimostrato di essere uomo di alto profilo politico e capace amministratore”. Sembra una presa in giro, ma non lo è, a giudicare il resto: “si è imposto a destra e a sinistra per la sua incontestabile  competenza e capacità di mediazione. Un uomo che serviva all’Italia e ancor più all’Abruzzo, perché è grazie a lui che molte questioni della nostra regione sono finite all’attenzione dei tavoli che contano”.

Sembra l’incipit di un articolo di quelli dei polemisti, alla Enrico Mattei, che lasciava in brandelli coloro che incensava all’inizio. In effetti c’è un accenno ad un binario diverso sul quale correre per sfondare la reputazione della povera vittima: “Ma proprio per queste sue capacità, la sua elezione a palazzo dei Marescialli, si annuncia come una sciagura per la nostra regione”. Adesso esce la quintessenza del grizzly, direbbe il lettore assaporando l’impennata carnivora e sanguinaria, adesso il sangue schizza. “l’Abruzzo perde infatti un uomo di governo, un “operativo” cioè, in grado con la sua autorità e capacità di togliere le castagne dal fuoco”. Adesso basta, chi vuole continuare ad assistere alla raccapricciante pratica si colleghi con il sito, Zac7.it, dal quale guardarla e non ci renda corresponsabile di una simile caduta di… stiletto. Noi un grizzly che fa così non riusciamo a immaginarlo; qualunque studio che tenesse conto di questa versione sarebbe largamente irreale.

Forte con i deboli e debole con i forti

Tra l’altro, sapevamo (e con noi sapevano i Canadesi) che un grizzly quando attacca non guarda in faccia a nessuno, mentre questo peligno si regola secondo il grado e la potenza di chi ha davanti. Lo facevamo feroce, ma non maramaldo, visto quello che ha fatto a persone che non andavano a vicepresiedere il CSM. Ma tant’è: se sèguita così, rischia di prendersi una diffida dall’organismo federale che protegge il buon nome dei grizzly e finirà che quando farà la faccia feroce farà ancora più ridere di quando pratica queste condotte deviate. Oppure, più semplicemente, si toglierà la maschera dell’anonimato. Nome e cognome, quando si attacca oppure si lecca: gli uomini fanno così e non screditano gli orsi.