Il Ministro di giustizia a Sulmona?

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14 DICEMBRE 2011 – Durante la assemblea pubblica di lunedì pomeriggio, amministratori e avvocati hanno individuato in un incontro con il Ministro della Giustizia il punto nodale della battaglia per la conservazione del tribunale a Sulmona. Il problema stava (e sta tutto) nella possibilità di organizzare in brevissimo tempo questo incontro, soprattutto perchè analoga richiesta sarà presentata dalle centinaia di uffici (tribunali e giudici di pace) che si stanno muovendo per salvaguardarsi.

E’ notizia di oggi che l’avv. Paola Severino, Ministro della Giustizia, ha visitato lunedì il carcere di Buoncamino a Cagliari, quale prima tappa del giro che intende effettuare negli istituti di pena italiani, assediati da una crisi di sovraffollamento come poche se ne sono viste nella storia repubblicana. Si dà per scontato che il Ministro visiterà il carcere di Sulmona, dove attualmente

sono ristretti più di 500 detenuti (cioè il 50% oltre il massimo previsto) e dove si sta costruendo un’altra ala per portare la ricettività fino a 800 o 1000 posti (come riferito dal sindaco Federico nella stessa assemblea di lunedì). Quasi certamente in quella circostanza il sindaco, che è anche dirigente sanitario del penitenziario di Sulmona, parlerà al Ministro delle assurdità che emergono dalla pretesa di ridurre i costi con la soppressione dei tribunali non provinciali.

Ne ha già parlato in assemblea riferendosi alla lievitazione dei costi per la traduzione dei detenuti; ma recepirà anche le tematiche che da almeno trenta anni si vanno studiando a Sulmona e si ripropongono ogni volta che si parla di soppressione del tribunale: quella del territorio orograficamente svantaggiato, quella della distanza dal capoluogo che dovrebbe accorpare l’ufficio. Speriamo che le parli anche della impossibilità (o dell’estremo disagio e degli stratosferici costi) di trasferire tribunali come Sulmona e Avezzano a L’Aquila, che è una città terremotata. Questo, insieme alle ragioni costanti nel tempo, è il motivo specifico dell’attuale contesto del centro-Abruzzo.