IL PROBLEMA DEL TURISMO A SULMONA SONO LE PALESTRE

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L’ingresso di San Pietro in estate

COME PER PALERMO IL TRAFFICO – LE AMENE USCITE DI “DMC – TERRE D’AMORE”

14 OTTOBRE 2018 – Non si chiama Mattarella, ma lancia moniti lo stesso.

Nessuno lo ha eletto, ma è partecipe del grave ruolo di dare indicazioni agli amministratori; e talvolta ordini. Fabio Spinosa Pingue si riveste del ruolo e da presidente della “DMC – Terre d’Abruzzo” conciona. Ieri ha lanciato l’allarme (come hanno riferito gli organici organi di stampa) per la probabile perdita dei finanziamenti del Bimillenario ovidiano (come se qualcuno avesse detto “Si sta per staccate il monte Toc” quando Longarone era già sepolta dal fango…); oggi lo sentiamo pensoso per le sorti del turismo in città. Ah, beh: si sarà svegliato e si sarà reso conto del luridume che invade il centro storico e che nel migliore dei casi si propone in piante spontanee che infestano tutti i monumenti più belli; sarà salito su un autobus delle linee urbane e si sarà accorto che non arriva neppure a destinazione perché si guasta prima; si sarà fatto un giro per il Corso ed avrà notato che sono più le vetrine tappezzate da frasi celebri (per coprire la desolazione dei locali vuoti) che quelle che offrono merce come una volta facevano le vetrine di una città turistica, per di più aggregatrice di movimenti turistici di altro tipo, come quelli sciistici dell’Alto Sangro. Insomma, avrà avuto un sussulto di attenzione per il gioiello che una volta era la città compresa tra le mura medievali e che ora è svuotata anche per la politica di costruire supermercati e centri commerciali lontani dal centro e pure in soprannumero.

L’allarme di Spinosa-Pingue su un quotidiano di oggi

Invece no: il problema sono le palestre inagibili. E chi ci rimette è l’operatore turistico. In effetti, prendendola molto alla larga, il turista che arriva a Sulmona per prima cosa deve fare un po’ di stretching, perché come potrebbe vedere l’Annunziata e San Panfilo senza aver smaltito le secrezioni di un intero viaggio da Roma? L’Eremo di Celestino, poi, possono raggiungerlo solo quelli che hanno sollevato qualche tonnellata di pesi. Con lo stesso criterio che nel turismo comprende tutte le branche dell’amministrazione, Spinosa Pingue potrebbe concionare, da un organismo per la promozione turistica quale DMC, anche sulla efficienza del tribunale, perchè per il turismo sono essenziali i servizi giudiziari: un turista che venga scippato ha ben interesse ad una giustizia rapida, così può fare da testimone nel processo al ladro prima di ripartire. Lo spazio per i moniti pinguin-spinosi si allarga.

Del resto, come sarebbe sopravvissuto il turismo di Firenze, se non fosse stato supportato da tutte le palestre che pullulano sotto la volta del Brunelleschi e al Bargello? Per il turismo di Sulmona, come per Palermo il traffico in “Johnny Stecchino”, il problema sono le palestre. Ce lo dice chi ha una esperienza di consiglio comunale lunga e duratura (una consiliatura una trentina di anni fa per poi sparire come rugiada ai primi raggi dell’alba: questi sì che sono opinion leaders) e può da quel pulpito dire cosa serve a Sulmona dopo aver detto cosa serve ai supermercati (perché, come è noto, il commercio è l’anima dell’industria e l’industria è l’anima della politica; ce lo dice l’Europa…, che è piena di gente che quando si presenta alle cabine elettorali miete messi di voti e quindi bacchetta e lancia allarmi e scolpisce moniti). Oggi sappiamo che senza palestre non si fa turismo; e sono soddisfazioni.

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