IL TORMENTONE DI UNA COSCIENZA TORMENTATA

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3 AGOSTO 2013 – Se l’hanno chiamato tormentone un motivo ci sarà. Non è un tormento normale, né tanto meno un tormentino.

Il cruccio dei maschietti sul significato della violenza sulle donne sta nevrotizzando molti, persino quelli che non hanno mai ecceduto in metodi di persuasione violenta e quindi hanno la coscienza a posto. Succede, quindi, che una torrida notte di inizio agosto costringe a tenere le finestre aperte e anche al centro storico si può perchè alle sei di mattina, pur con tutte le violazioni della ordinanza anti-movida, non c’è nessuno che abbia voglia di danzare, ruttare e orinare in compagnia per non essere una spia. Si sentono davanti al severo bugnato del palazzo comunale le non tanto flebili voci di due giovani incerti ed avvolti nei misteri come quelli delle tenebre che hanno appena smontato la guardia dal campanile dell’Annunziata. “Io perdono, Giuse’, capisco e perdono, ma…”. “Sì, quando le ho preso il polso lei si è spaventata, capisco, però…”. Insomma, altro che Ovidio che ripensa alle sberle mollate alla donna che era quasi una dea (v. “Una donna schiaffeggiata fa sentire Ovidio piccolo piccolo” nella sezione OVIDIO di questo sito)… . Qua la violenza stava tutta nel gesto di tenere per un attimo qualcuno per il polso, peraltro riconducibile a violenza privata che va fino ai quattro anni come quelli inflitti a Berlusconi per frode fiscale, senza neppure la baraonda dei sostenitori della grazia per tutelare le larghe intese.  Era il gesto disperato di un amante appassionato che per agonismo nel parlare, per rabbia che va sempre contenuta, beninteso, si sarà sentito una diffida ai sensi di legge ed ha passato la notte a confidarsi con l’amico, incurante della ben peggiore violenza privata che infliggeva a tutti gli abitanti della strada con le finestre aperte su quel lamento di Geremia.

 Questi sono i tormentoni dei giorni nostri e soprattutto delle nostre albe, quando un giorno si è appena concluso ed un altro non riesce ad incominciare perchè abbiamo dormito due ore dall’ultimo sottofondo da pub che il Pdl vorrebbe tutelare nel segno della discontinuità dalla ordinanza di Federico. Benedetto ragazzo, se almeno il sole da dietro la Majella ti ridesse l’orgoglio di chi non ha fatto niente di male se non riflettere ad alta voce sul misfatto attribuito, potremmo aggiungere un’appendice al sonno poco più lungo della pennichella pomeridiana, alla quale già ci proiettiamo per pensare che in fondo la giornata si può affrontare. E poi, se non sei uno che giustifica tutto con il tritacarne di una coscienza addomesticata e credi alla purezza dei gesti e delle responsabilità; se non sei come quelli che hanno la coscienza pulita perchè non l’hanno mai usata, ma perchè vai a prendere una donna per il polso? E soprattutto perchè passi davanti al Comune alle sei di mattina e non vai alla Villa?