La giunta muore quasi Immacolata

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ORE DECISIVE E IL SINDACO PARLA ALLA STAMPA

6 DICEMBRE 2013 – Domani alle ore 10 il sindaco parlerà alla stampa. Presenterà una nuova giunta? Sostituirà qualche assessore (Iudiciani dovrà sostituirlo per forza, perchè si è dimesso)? Per ora, la convocazione dei giornalisti è abbastanza criptica: parla solo di questioni di giunta. Per quanto l’atmosfera nel Partito Democratico sia fluida da non far prevedere casi eclatanti, potrebbe spezzarsi l’equilibrio dettato dalla non belligeranza in attesa della nomina del nuovo segretario nazionale. Nel direttivo di ieri sera si sono succedute tre ore di inconcludenze, con discorsi che tendevano a vincolare la libertà di manovra della giunta senza alcuna legittimazione politica e, quindi, senza alcuna garanzia che le ipotesi considerate potranno essere praticate.

La notizia, se venisse, starebbe tutta nel nuovo atteggiamento di Giuseppe Ranalli: potrebbe cessare di mettere sassolini nelle scarpe. Ne ha fatto una scorta la settimana scorsa (v. “Di Masci e il polipo di Campanile” nella sezione POLITICA di questo sito) e non ha potuto neppure salvare una giunta di appena cinque mesi. Il massimo sarebbe una impennata di orgoglio con la presentazione di una giunta fatta da capo, magari prendendo lo spunto dal precedente di Pomezia che gli impedisce di bilanciare tra deleghe agli assessori e “staff del sindaco”.

Metterebbe i suoi nomi, quelli sui quali conta per investire sul suo futuro di politico; e potrebbe dire che, se non vanno bene, rinuncerà a loro a marzo, ma contemporaneamente la città dovrebbe rinunciare a lui. Dovrebbe, quindi, uscire dall’ambito del PD, che è una miniera di sassolini da mettere nelle scarpe; e potrebbe dire, per esempio, che non può essere un direttivo di trenta persone su settanta a sfiduciarlo. Dovrebbe parlare alla città, approfittando di una convocazione della stampa che agevola tanto i proclami e le ipotesi ultimative e dà la carica sferzante per rigenerare il flusso di consensi. L’alternativa è quella di restare solo, perchè già il Pd lo sta abbandonando, dopo averlo costretto a tornare formalmente nei ranghi di partito e dimostrando insensibilità al grido di dolore (“Potrei lasciare tutto”) di qualche giorno fa. Il problema reale di questa giunta e del sindaco è una rappresentatività di meno del 25% dei Sulmonesi aventi diritto al voto; e del conseguente assalto che la nuova ventata di filo-renziani potrebbe dare già da lunedì.