LA PAX ROMANA SI TINGE DI MODERNO

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SORPRENDENTI TENTATIVI PER LEGGERE IN OVIDIO CONCETTI DI DUEMILA ANNI DOPO

9 aprile 2022 – Tale è la grandezza della persona, che assoldarla a questa o quella corrente di pensiero è tentativo tra i più gettonati. Non ci eravamo ripresi dalla definizione del Vate come di un progressista ante litteram che siamo stati tramortiti da un’altra chiamata alle armi.

Al foyer del teatro, quando ieri l’altro si parlava del Certamen, l’ansia di trovare un “perché” alla celebrazione di un poeta ha squilibrato un po’ l’aggettivazione. Insomma il ruolo di Publio Ovidio Nasone  è diventato quello di un messaggero di pace, ancora più da apprezzare in questi tempi che di pace non sono. Sarà che lo abbiamo letto senza capirlo, ma non ci è rimasta l’immagine di un Ovidio come di un fautore della pace lontanamente paragonabile alla nostra aspirazione e alla aspirazione che è stata plasmata di questo concetto dopo il 17 dell’era cristiana. La pace di Augusto per antonomasia era la pax romana, che guarda caso è stata poi quella promessa da Mussolini quando si affacciò a Piazza Venezia per dire anche che l’Italia aveva il suo impero al termine della guerra d’Africa.

Ovidio dal Ponto Eusino può aver elaborato nuove visitazioni della sua stessa opera (e, tra l’altro, ridimensionato il valore di Amores, Ars amatoria, Medicamina, al cospetto delle Metamorfosi e dei Fasti, delle Heroides), ma non ha cessato di celebrare i trionfi dei condottieri romani, anche nelle Epistulae. I racconti delle Metamorfosi sono l’esaltazione del contrasto e della lotta, per lo più della conquista e della sottomissione, con guerrieri che nascono pure dai denti per squartarsi tra di loro.

Ma di che pace, nella concezione moderna, si va parlando quando si parla di Ovidio? Certo se l’umanità fosse insieme intenta a leggere le opere di Ovidio, non avrebbe tempo e mezzi per accapigliarsi; ma è un po’ prenderla alla lontana per sostenere che la poesia di Ovidio produce pace…

Nella foto del titolo: quanta pace esprimono le imprese di Ercole…

Che pacifica fine hanno fatto i compagni di Cadmo