LA PAZIENZA DI GIGI

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PROIETTI PARLA ANCORA DELLA PRIMA DI “A ME GLI OCCHI PLEASE” 

5 AGOSTO 2013 – Aveva parlato di Sulmona come del luogo della svolta della sua carriera; e non ne aveva parlato tra amici, ma per ben due volte sul “Corriere della sera”, senza che nessuno lo avesse tirato per la giacca (v: “Prova su prova con passione, poi “A me gli occhi please”” nella sezione CULTURA di questo sito, e anche “Questo Gigi Proietti merita un teatro” nella sezione PERSONE).

E il motivo era semplice: nel maggio del 1976 aveva provato al “Comunale”, in Via De Nino, per dieci giorni, quello che fu uno spettacolo dal successo imprevisto (non ci credeva neanche lui quando al “Teatro tenda” di Roma gli dissero che la gente faceva la fila da ore). L’ha portato nel cuore quel lavoro di continuo perfezionamento, attraverso gli strumenti e i vestiti contenuti in un baule: fino alla “prima” proprio al teatro di Sulmona. Una persona così, che viaggia al di sopra delle spinte della “promozione culturale” di enti e associazioni, al di sopra delle convenienze e mette Sulmona al centro della sua avventura professionale, come svolta di una carriera, meriterebbe, appunto, un teatro; e su questo sito proponemmo la consegna simbolica del teatro a Gigi Proietti perchè ne facesse il suo “Brancaccio” in Abruzzo. Niente: neanche una piccola risposta.

Ieri Proietti ha concesso una intervista di ben due pagine a Marco Travaglio e Malcom Pagani su “Il fatto quotidiano”. Ribadisce la sorpresa per quel successo straordinario di “A me gli occhi please”, a proposito del teatro popolare (“non abbiamo ancora capito come accadde il miracolo”). Ma non parla proprio di Sulmona: parla di uno spettacolo “portato in scena con successo in Abruzzo nel maggio ‘76”. Una città attenta avrebbe lasciato cadere nel vuoto il richiamo che uno dei maggiori interpreti della scena in Italia lanciava con una professione di certezza per la sua carriera, per i suoi ricordi anche personali? Tra un po’ magari le prove e la “prima” qualcuno dirà che no, non furono fatte a Sulmona; magari che Gigi Proietti ricorda male e che si fecero a L’Aquila. Allora, forse, Gigi Proietti sarà chiamato a tenere una conferenza e gli sarà data la cittadinanza onoraria, ma a L’Aquila, per quella “prima” che segnò la svolta del teatro di Proietti alle falde del Gran Sasso.