La peste istituzionale e l’assedio dei non eletti

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25 FEBBRAIO 2012 – In un articolato documento, l’UDC risponde al sindaco sbattendo la porta e invitandolo a riconsegnare la città ai sulmonesi subito. Opinione rispettabile e che noi rispettiamo, pur preferendo che una affermazione simile venisse dagli elettori, quindi dopo una consultazione, come si fa nei Paesi democratici. Un punto ci ha incuriosito ed è

 il riferimento alle liti furiose che il sindaco avrebbe avuto con i due parlamentari del suo partito: sarebbe questo uno dei motivi che rendono impellente la restituzione delle chiavi della città, abusivamente conservate.

Invece, se così fosse (e lo speriamo tanto), dovrebbe essere il motivo per non mandare a casa questo sindaco: se c’è l’assedio dei partiti agli organi eletti dalle urne, occorre ristabilire la forza del voto. E allora, mentre chi ha votato Federico avrebbe potuto scegliere un altro sindaco pur restando fedele al PDL, all’UDC eccetera, chi ha votato PDL alle politiche non ha scelto nessuno ed ha firmato una cambiale in bianco con la speranza che qualcun altro la riempisse al suo posto nel modo sperato. E nelle elezioni precedenti questa cambiale è stata corredata del beneficiario Sabatino Aracu, poi nelle ultime anche di Paola Pelino e Maurizio Scelli. Ci sarà pure un motivo per il quale il sindaco, che è stato eletto da chi lo ha voluto, possa sbattere i pugni sul tavolo ed affermare di essere sulmonese prima che berlusconiano, o finiano o gasparrino. Quindi, fino al 2013 l’assedio va sostenuto e le chiavi della città debbono rimanere  a chi è stato eletto. Già ci sono state macroscopiche deroghe ai prinicìpi della democrazia con i casi di Lanfranco Dini, Carlo Azelio Ciampi, Mario Monti, che sono diventati presidenti del consiglio e poi uno anche presidente della Repubblica senza aver ricevuto un solo voto da un italiano nelle consultazioni elettorali. Ma che adesso si debba teorizzare che, oltre all’anomalia dei non-votati che diventano i preferiti, si sopporti pure quella dei votati che debbono rinunciare, ci sembra davvero indice di confusione istituzionale. Che è la peggiore peste ad assediare la democrazia.