LA RAI LA DA’ ANCORA DA BERE SU OVIDIO

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SCONCERTANTE QUADRETTO DI UN SOLDATACCIO TRA CORTIGIANE VOGLIOSE

22 FEBBRAIO 2014 – Allora: Ovidio ha raggiunto il massimo con l’”Ars amatoria” e le Metamorfosi già segnavano un abbassamento del suo genio; il suo ruolo nella Roma di Augusto era quello di un “ufficiale”; si stimolava di più ad insidiare le donne sposate; ha fatto una brutta fine senza sapere perchè. Tutta la storia è condita di immagini di vogliose cortigiane che si accarezzano le gambe e si alzano le vesti come colte da caldane e si passano la lingua sulle labbra.

Questo la televisione di Stato oggi ha saputo offrire di uno dei massimi poeti latini; un quadretto che forse andava bene nelle caserme durante la leva obbligatoria o sui calendari profumati dei barbieri, quando c’era la leva e non c’erano i canali hot dei satellitari.

Peccato che le Metamorfosi (esattamente due secondi sono stati riservati ai quindici libri di esametri) siano lette ancora adesso in Arabia più delle “Mille e una notte” e forse nel mondo intero più dell’Eneide; peccato che siano, almeno, un catalogo insuperato di miti; peccato che l’Ars non fu amata neppure da Ovidio;  peccato che quanto ancora si scrive sull’Ovidio che affrontò virilmente il potere sia materiale per alti cultori; peccato che abbiamo pagato già il canone.