“SONO TORNATA AL CARMINE ED HO VISTO L’INFERNO”

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LETTERE D’AMORE SOTTO LE BOMBE NELLA SULMONA DEL 1944

22 FEBBRAIO 2014 – Erano rimaste in un cassetto per settanta anni: lì stavano bene, anche se per questa segretazione non sono state valorizzate in nessun libro che parlasse di guerra oppure di amore.

E sarebbero servite a dare il senso dell’una e dell’altro. Sono alcune lettere, più che altro biglietti per comunicare velocemente nonostante le bombe e la morte che portavano gli anglo-americani per “liberare” gli Italiani, mirando sulla gente indifesa per finire la guerra prima, per creare il panico più di quanto non lo avessero creato le camice nere ventidue anni prima.

Sono lettere che non hanno fatto il giro del mondo, perchè sono state scritte a Sulmona per essere recapitate a Pratola Peligna, qualche mese prima che scrittrice e lettore si sposassero e dessero inizio ad una splendida storia di amore che dura anche adesso nonostante lei si sia spenta e lui si accinga a compiere cento anni.

Una lettera, almeno quella, si può sciogliere dal voto del segreto, perchè è una drammatica cronaca del bombardamento di giugno 1944 su Sulmona. Lei, laureata e professoressa di lettere, ha appena compiuto ventotto anni e la mattina di quel vile raid sulla città si trova nella farmacia della sorella, davanti alla statua di Publio Ovidio Nasone: “e mi accingevo ad andarmene a casa proprio quando è cominciato quell’inferno ed il tratto che avrei dovuto percorrere è stato il più colpito”. Il tratto è quello di Corso Ovidio che da Piazza XX Settembre arriva, passando per il “Vaschione”, a Piazza del Carmine, dove il padre di lei,  della farmacista e di altri tre figli, ha il suo studio dentistico e l’abitazione: “Non ti dico poi che cosa ho passato fino a quando non ho potuto riabbracciare i miei, sapendo che proprio Piazza del Carmine era stata bombardata e avessi visto che scene lungo la strada, le ho sempre davanti agli occhi e sono sicura che me ne ricorderò fin che vivrò”, fino al I novembre 2009, quando sono terminate tutte le fatiche e le gioie, le une e le altre ricevute in abbondanza durante i 94 anni di passaggio terreno. Ma di questa testimonianza lei non farà mai sfoggio.

 “Ora sono seguiti giorni pieni di incubi, di tristezza e di scoraggiamento. Tutt’intorno c’è uno squallore e un silenzio che atterriscono. Si sente proprio che è passata la morte. Molti  sono andati in campagna. Noi non ci siamo mossi affatto, in quale posto potremmo trovare un po’ di serenità e di sicurezza? Ci rimettiamo solo alla volontà di Dio, non ci resta altro da fare” La lettera era incominciata con un “Grazie” diretto e perentorio per l’”affettuoso interessamento” e per le “premure avute per me. Sei stato proprio gentile ed io te ne sono infinitamente grata” . E, dopo il racconto dell’angoscia per le bombe e la morte, c’è una restituzione della premura ricevuta: “Tu non essere imprudente, non venire a Sulmona, tanto non riusciresti a vedermi perchè sono sempre a casa, mi è venuto il terrore di uscire e di allontanarmi dai miei anche per pochi minuti. Non so a chi consegnare questa mia per fartela avere al più presto, secondo il tuo desiderio; tutti sono terrorizzati e nessuno vuole allontanarsi da Sulmona, anche quelle persone che venivano giornalmente a Pratola. Ad ogni modo farò tutto il possibile e tu non attribuirai a trascuratezza da parte mia il ritardo con cui ti giungerà. Ancora infinite grazie, moltissimi saluti ed auguri. Elvira. Da Sulmona il 4 giugno 1944”.

Tempo sei mesi, altri bombardamenti e Guido Colaiacovo, classe 1914, avvocato di Pratola Peligna, ed Elvira Del Nunzio si sposeranno: il 30 dicembre 1944, nella Chiesa del Carmine; consumeranno felici un banchetto abbondante e si avventureranno nel loro viaggio di nozze da… Sulmona a Pratola Peligna con il taxi di Desiderio. Torneranno a Sulmona, ma solo nel 1955, per vivere nella casa all’inizio del Corso dove adesso lui attende il 27 settembre per scrutare il mondo dai cento anni, senza aver mai dimenticato le bombe, questi dolcissimi biglietti e i settanta anni che sono fluiti come un battito d’ali.

Nelle foto accanto al titolo la prof.ssa Elvira Del Nunzio e l’avv. Guido Colaiacovo poco prima delle nozze; sotto la lettera del 4 giugno 1944, dopo il bombardamento su Sulmona

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