LA REGIONE VOTA CONTRO LA SOPPRESSIONE DEI TRIBUNALI

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9 NOVEMBRE 2011 – L’ordine del giorno proposto dai “Verdi” per la salvaguardia dei tribunali di Avezzano, Lanciano, Sulmona e Vasto è stato approvato all’unanimità dal Consiglio Regionale nella seduta straordinaria di oggi. Con il deliberato, l’assise non esclude che si realizzino delle economie nella gestione dell’organizzazione giudiziaria, ma contrasta il piano di soppressione che non consideri le peculiarità dei singoli territori e pone l’accento sulle gravi conseguenze che le soppressioni porteranno nelle realtà sociali ove finora i quattro tribunali operano.

I consiglieri premettono che la delega approvata dal Governo (e che prevede il taglio complessivo di 681 uffici di giudice di pace, 58 procure della Repubblica, 98 tribunali cosiddetti minori e 220 sezioni distaccate di tribunale; cifre quasi tutte sbagliate) “non detta criteri oggettivi e certi per la sua applicazione come pure non tiene conto delle esigenze reali socio economiche, demografiche, industriali, ecc. presenti nei vari territori basandosi soltanto su criteri di economicità, con tutte le possibili conseguenze che l’applicazione di questo solo principio comporta a livello sociale”. Pertanto, il Presidente della giunta regionale Gianni Chiodi viene impegnato “ad assumere ogni più utile iniziativa presso il Governo Nazionale ed i suoi Rappresentanti affinchè sia scongiurata la paventata soppressione dei 4 Tribunali citati in premessa (Lanciano, Vasto, Sulmona, Avezzano) che si tradurrebbe in un depauperamento delle realtà sociale, civile e culturale delle città interessate nonchè delle loro economie generali” nonchè “a prendere atto che il territorio abruzzese necessita di una riorganizzzione della sua geografia giudiziaria e quindi, avviare le consultazioni con tutte le rappresentanze direttamente interessate, compresi presidente della Corte d’Appello e del Procuratore Generale oltre che di tutti i Sindaci interessati”

Eluso il problema di fondo

E’ stata soppressa (forse per conseguire l’unanimità delle sottoscrizioni) la parte più importante della bozza di delibera: “non si comprende per quale motivo si riconoscano soltanto alle sedi capoluogo di Provincia  ad essere sedi di Tribunali (soltanto a titolo di esempio, le sedi dei Tribunali di Chieti e Pescara distano soltanto una decina di kilometri) senza tener conto della storia, della realtà e dei servizi offerti da tanti Tribunali cd minori”. Certo questa parte non è stata eliminata perchè la sintassi zoppica, quanto per evitare imbarazzo nei confronti di chi difende un tribunale che non serve più come quello di Chieti. La eliminazione di tale impegnativa affermazione rende sbilanciato l’ordine del giorno, perchè solo alla luce di quel preambolo si comprendeva il progetto (riportato all’ultimo capoverso) di avviare consultazioni  per una riorganizzazione della geografia giudiziaria regionale su altri criteri.

E la Corte d’Appello non va a Pescara?

Inoltre, il Consiglio non prende posizione sulla questione di fondo che non potrà a lungo essere nascosta quando si parla di organizzazione giudiziaria in Abruzzo: il trasferimento della Corte d’Appello dall’Aquila a Pescara, non già per questioni legate al terremoto, quanto perchè era già evidente da venti anni prima del terremoto che un ufficio così importante deve stare nella città più importante, collegata con due autostrade, un aereoporto, un porto, due linee ferroviarie. Se la Giustizia deve essere un servizio e non deve assecondare rivendicazioni campanilistiche…

Nelle tabelle riportate di seguito, appaiono evidenti le ragioni peculiari che debbono sostenere la riforma delle circoscrizioni giudiziarie: quota di territorio montano, distanza dal capoluogo di provincia (che dovrebbe accorpare gli uffici giudiziari cosiddetti minori). Appare anche evidente come il territorio dell’attuale sezione distaccata di San Valentino in Abruzzo Citeriore (appartenente al Tribunale di Pescara) sia morfologicamente e socialmente simile al circondario di Sulmona e, comunque, del tutto diverso da quello della  provincia di Pescara, collinare e costiera.

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