La storia è di un impiegato, ma le canzoni sono di de Andrè

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SULMONA, 24 gennaio – Mercoledì una “serata a più voci” riproporrà le canzoni di Fabrizio de Andrè raccolte nell’album “Storia di un impiegato”, ispirato al maggio francese. Ci proveranno Alessandro d’Eramo (chitarre, armonica, voce), Gianni Di Benedetto (clarinetto, flauto traverso, flauto dolce, saxofono) e Alessandro Lucci, voce recitante delle “Parole dal ‘68”, nell’”Osteria del Tempo perso” in Vico del Vecchio. Le ore dovrebbero trascorrere con i suggerimenti di tre vini francesi.

Il gruppo, nella presentazione, riprende quello che de Andrè scrisse della uscita di “Storia di un impiegato”: “Avrei voluto bruciarlo. Era la prima volta che mi dichiaravo politicamente e so di aver usato un linguaggio troppo oscuro, difficile. Dare del Sessantotto una lettura poetica, e invece è venuto fuori un disco politico. E ho fatto l’unica cosa che non avrei mai voluto fare: spiegare alla gente come comportarsi”. Anche per questa inedita ricerca delle auto-valutazioni del cantautore genovese la serata si presenta interessante.