L’AQUILA – Quale città rinasce senza programma?

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14 GENNAIO 2012 – Inaugurata ieri la sede universitaria costruita con il grande impegno di cantanti quali Fiorella Mannoia e Gianna Nannini, Laura Pausini, Giorgia ed Elisa, tutte “Amiche per l’Abruzzo”, che nei loro concerti hanno raccolto quasi un milione e mezzo di euro.

 

 Ottima idea; grande slancio civico, concreto esempio di come si possa fare invece di parlare e progettare soltanto: le aule, il palazzo sono reali e si possono usare, mentre molta parte dell’Aquila, a quasi tre anni dal terremoto, è ancora un ammasso di macerie.

Quello che non convince in questa fase della ricostruzione è la dinamica dei nuovi insediamenti: dove vengono realizzati e in base a quali scelte? La Regione Lombardia ha costruito una nuova “casa dello studente”, addirittura pochi mesi dopo che le ultime grida degli sfortunati ragazzi si spegnessero in quella di Via XX Settembre.

Ma il dubbio del 2009 non è svanito fino ad oggi: esiste un piano regolatore che inquadri in un tessuto urbanistico le nuove costruzioni? Oppure alla fine verrà fuori una città spontanea, dove una facoltà universitaria sta a “Coppito zero” ed un’altra a Bazzano? Una Corte d’Appello viene smembrata dal palazzo di giustizia per andare a ritagliarsi il suo spazio davanti alla stazione ferroviaria, mentre il tribunale, per ora dislocato a Bazzano, tornerà nel suo palazzo con l’ultimo piano tagliato come il pan di spagna per fare la zuppa inglese e per intenti di alleggerimento forse del tutto inutili (visto che il terreno sul quale sorge è quello che si sgretola ad ogni scossa? E quale funzionalità potrà avere una città ricostruita così, senza che neppure i suoi cittadini possano decidere un definitivo assetto urbanistico? Si dirà che stiamo spulciando negli affari di una città che non è nostra; sì, ma il fatto è che quella città vuole anche restare capoluogo di regione…