Le due misure dei berluscones tra province e tribunali

253

POCHE ORE PER SOPPRIMERE I PRESIDI DI GIUSTIZIA, FIERA OPPOSIZIONE PER CONSERVARE GLI SPRECHI DELLE INDENNITA’

26 MARZO 2014 – Quella di oggi dovrebbe essere “la volta buona” per la soppressone delle province: cioè per l’approvazione del disegno di legge Delrio.

Lo afferma il presidente del consiglio Renzi, che sottolinea in un messaggio come verrebbero abolite tremila indennità. La più impegnativa riforma degli enti intermedi trova, però, molti ostacoli, tanto che ieri il Governo è “andato sotto” due volte in commissione e solo per quattro voti è riuscito a respingere una pregiudiziale di costituzionalità proposta dal Movimento 5 Stelle. Significativa sul punto la posizione di Romano (Forza Italia), che e si è rammaricato della assenza di 17 componenti del gruppo al Senato: con il loro voto avrebbero fatto naufragare definitivamente il ddl. Tra i parlamentari serpeggia l’ipotesi che per abolire le province occorra mettere mano ad una riforma costituzionale che elimini proprio l’istituto dalla Carta costituzionale: il che avrebbe tempi molto lunghi.

La posizione di Forza Italia è davvero paradossale, se si considera che per l’abolizione dei tribunali che non hanno sede nei capoluoghi di provincia il diktat è passato senza colpo ferire, mentre le ipotesi di disboscare la giungla di retribuzioni per enti che si sono sovrapposti, nella sostanza, alle Regioni, vengono combattute ricorrendo addirittura al sostegno del Movimento 5 Stelle (quello che è tacciato di fare l’”antipolitica”). Il risparmio che si otterrebbe dalla soppressione dei consigli provinciali, dei presidenti, di tutti gli apparati, è nell’ordine di centinaia di multipli rispetto a quello che ha apportato l’accentramento delle cause dai tribunali non provinciali. Altro è sostenere che una funzionale riforma degli enti intermedi dovrebbe passare per la modifica delle competenze delle province e per un serio collegamento con le Regioni. Ma per eliminare i presidi di amministrazione della giustizia sono bastate poche ore di intesa tra il Pd e Pdl; oggi si assiste alla strategia del rinvio per conservare proprio quei centri di spesa corrente che producono disavanzo e che, al contrario del settore Giustizia, non forniscono nessun servizio percepibile dagli utenti. Ma tant’è: questi sono gli effetti di strategie impostate in partiti che non hanno nessuna democrazia interna e che sono fatti soltanto di meri esecutori.