LE IMPERDONABILI DILAPIDAZIONI PER IL PARCO FLUVIALE

291

Basta con i sogni che svaniscono in degrado, meglio puntare tutto su Piazza Garibaldi

3 DICEMBRE 2010 – Tra i lavori che saranno presto allestiti, secondo le informazioni diramate nella conferenza stampa al Comune, svettano quelli per la non meglio precisata “riqualificazione” del parco fluviale: ben 255.000 euro, che, in ordine di grandezza, vengono subito dopo la “riqualificazione” dell’area del mercato di Piazza Garibaldi e adiacenze, per euro 271.000 e prima di numerosi altri. Il primo scempio al quale il Comune si lasciò andare negli anni Ottanta fu proprio la scelta dell’area del parco fluviale: in fondo a due scarpate che le negavano il sole e la vista, vicino ad un corso d’acqua striminzito e per buona parte dell’anno svuotato del flusso per consentire, più a monte, la deviazione verso scopi irrigui. Vi furono spesi soldi a profusione, oltre un miliardo e mezzo di lire solo per il movimento terra, visto che, tra i vari difetti, quella striscia di accesso all’inferno aveva anche quello di non poter ospitare piante decorose per mancanza dell’humus. Poi vennero le spese per la collocazione delle piante, solo in parte ammortizzate con il concorso di privati. Gli alberi, in verità, furono scelti bene, ma per lo più durarono pochissimo. Quindi furono allestiti sconcertanti tragitti, con ponticelli e piccole torri che stavano a metà tra il parco giochi e le pretese di sceneggiature del bosco. L’anfiteatro ha regalato notti insonni ai molti abitanti di un’area residenziale proprio a ridosso del “parco”, quando poteva trovare posto nella zona degli impianti sportivi dell’Incoronata dove tutti possono ululare alla luna. Insomma uno strazio, che di lì a poco è tornato ad essere quello che era.

Il dirigente dell’ufficio tecnico del Comune, ing. Pietro Tontodonato, all’epoca fece previsioni spicciole: l’allestimento del “Parco del Vella” sarebbe stato anche possibile e sulle prime accattivante, ma la manutenzione avrebbe richiesto risorse sproporzionate.

Parole sagge, ma la saggezza deprime la fantasia sfrenata e, si sa, “cotidiana vilescunt”.

Ora si può riconoscere un errore colossale, ma parlare, dopo vent’anni, di “riqualificazione” sembra proprio una presa in giro. Quei soldi dovevano andare alla vera “riqualificazione”, quella, appunto, dell’area del mercato, che ha sempre costituito il miglior biglietto da visita della città. La Piazza Garibaldi è un centro commerciale all’aperto, vivo, autentico, affascinante, con la cornice architettonica non imitabile. Avrebbe bisogno di nuovi investimenti, magari di qualche servizio in più e potrebbe tornare ad essere la fiera degli abruzzesi senza dover cambiare un mattone. I soldi dal parco fluviale, per non finire nel… fiume, vanno dirottati immediatamente su Piazza Garibaldi ed essere davvero spesi per Sulmona.