L’Eni scaverà sotto Collemaggio?

451

PROTESTE DI UN DOCENTE UNIVERSITARIO (CHE NON CONOSCE GLI AQUILANI)

16 MARZO 2014 – Il prof. Fabio Redi, Ordinario di Archeologia medievale all’Università dell’Aquila, è disperato:

nella ricostruzione non si tengono in conto le specifiche competenze e l’ateneo aquilano viene messo da parte, a beneficio di persone e istituzioni che partecipano agli studi senza conoscere il sostrato urbanistico del capoluogo. Si sfoga, giustamente, con “Il Centro” di oggi in una lunga intervista. Per esempio, per Collemaggio non è previsto l’intervento di alcun archeologo. Eppure ci sono cripte o cavità che hanno un altissimo valore storico; e al tavolo di progettazione “compaiono solo figure esterne, proposte dall’Eni”.

Il prof. Redi conosce bene L’Aquila medievale, ma non gli aquilani contemporanei. Così gli è sfuggito che sono riusciti a coinvolgere l’Eni perchè hanno fatto credere che sotto Collemaggio c’è il petrolio e bisogna fare le trivellazioni. Al Ministro dell’Economia, che avanzava qualche dubbio, hanno detto quello che qualche mese fa dissero per altri fondi: “Se non pagate togliamo le bandiere italiane dai palazzi della città”. Il Presidente della Camera, invece di chiudere la città con qualche anno di squalifica, vi ha fatto una visita ufficiale. E, come una pista di atterraggio per alianti è diventata aeroporto internazionale dopo il terremoto, sono arrivati subito i progetti dell’Eni, che per l’occasione avranno pure una variante unica al mondo: “Ipotesi di valorizzazione di giacimenti di idrocarburi sotto le spoglie di un papa”. E’ già attiva la sen. Pezzopane che, dopo la bocciatura di L’Aquila capitale della cultura, si batte per far riconoscere Collemaggio “Sito petrolifero patrimonio dell’umanità”. Così avrà modo di fare una conferenza su quello che intendeva dire degli avversari politici: “Li asfalteremo tutti”.

Please follow and like us: