MENTRE SI SCRIVONO ANCORA THRILLER SULLA MORTE DI WOLFGANG AMADEUS MOZART
16 MARZO 2014 – Ancora di recente, l’estate scorsa, il grande pubblico è stato coinvolto nella ridda di ipotesi sulla morte di Wolfgang Amadeus Mozart.
Sono ancora potenti gli echi del film “Amadeus” (che dava eccessivamente tutte la colpa al maestro Salieri) che un giornalista molto volenteroso, Matt Rees, ha provato a dipingere un “thriller” per spiegare chi e perchè abbia ucciso il più grande autore di musica. Come si può uccidere un genio nel secolo dei lumi? Eppure si può fare anche questo, sebbene Rees (“La profezia segreta di Mozart”, collana Gli insuperabili della Newton Compton Editori, pagg. 1-318) non si curi, dichiaratamente, di seguire il metodo dello storico (quello, per intenderci, usato da Buscaroli nel suo ormai risalente “La morte di Mozart”), perchè alla fine fa confessare il ministro della polizia proprio davanti all’Imperatore d’Austria. Però mette tanto della dovizia musicale del genio, mette anche una compente essenziale di Mozart, cioè l’amore per la sorella, che nei giorni successivi al maledetto 5 dicembre 1791 parte per scoprire il mistero a Vienna ed incontra tutti i protagonisti di quella società che non ha saputo tutelare il genio. E’ questo il grande omicidio di Mozart: quello di averlo costretto a prendere impegni per onorare il suoi debiti, quello di averlo vessato, di non averlo lasciato libero di pensare alle sue note, cosicchè serve assai poco adesso chiedersi quanto altro e che altro avrebbe potuto scrivere Wolfgang Amadeus se non fosse morto alla soglia dei 36 anni.
Ma la vita del Salisburghese è ricca di cose belle, di grandi soddisfazioni: l’angoscia di sentirsi avvelenato (ripresa dagli storici da qualche lembo delle sue lettere) è solo degli ultimi mesi.
E ieri al teatro comunale l’Orchestra Sinfonica Abruzzese ha eseguito una delle opere che hanno fatto vibrare di più il cuore di Mozart: la sinfonia “Praga”, che egli ha accarezzato e che è legata al nome di una città a sua volta generosa di gioie per il piccolo, immenso musicista.






