UN CONVEGNO SULLA GUERRA SOCIALE MA ANCHE SU UNA CIVILTA’ SUPERIORE
15 MARZO 2014 – E’ una testa femminile coronata e valorizzata dall’alloro, ma non è di una persona in cerca del suo ruolo nella società.
E’ di chi già ce l’ha; perchè è dell’Italia dominatrice ed ispiratrice dei popoli italici: “Una moneta con un bel volto di donna e la scritta in lingua osca dove si legge, da destra a sinistra, Vitelio, che significa Italia, fu emessa dagli Italici che si erano ribellati a Roma negli anni 91-89 a.C. per ottenere la cittadinanza romana”. Si presenta con queste parole un convegno dal titolo “L’alba dell’Italia”. Sarà una occasione del Rotary International per percorrere il territorio del Distretto 2090, quello che comprende la fatale capitale Corfinio che, come riferisce l’enciclopedia Treccani proprio alla voce “Italia” è il nome più recente di Vitelium. I rotariani si collegheranno idealmente all’ormai piccolo e non più strategico paese di Corfinio dal Molise, cioè da Agnone, che fu il capoluogo degli Oschi.
Quella moneta ha oggi la funzione ben diversa da quella per la quale fu coniata: serve a ricordare che una pagina eccezionale fu scritta tra Puglia, Molise, Abruzzo, Marche. Se non fosse stata conservata, avremmo stentato tutti a credere che solo dieci anni dopo la nascita di Giulio Cesare il futuro di Roma fu messo in discussione con una guerra che i confederati scelsero di fare eleggendo Corfinio a simbolo di un’altra capitale: una guerra che costò la vita di trecentomila soldati: “E’ il documento – proseguono i rotariani – di una concezione politica dell’Italia, che si affermò per la prima volta in queste terre; la testa femminicile coronata d’alloro è una rappresentazione simbolica dell’Italia, contrapposta alla testa femminile elmata che compare sulle monete di Roma”.
Ad aprire i lavori domenica 30 marzo al “Teatro italo-argentino” di Agnone, sarà il prof. Adriano La Regina, accademico dei Lincei, che parlerà su “L’alba dell’Italia”. Si continuerà esaminando il più importante reperto del periodo italico, rinvenuto a poche decine di chilometri da Corfinio: “Il Guerriero di Capestrano: auto rappresentazione del defunto e consapevolezza dell’artista” di Gianfranco Paci, Preside della facoltà di lettere e filosofia dell’Università di Macerata. Quindi Angela di Niro, della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Molise, tratteggerà in: “Questi furo gli estremi onor renduti” i caratteri di vasi e cibi rituali nelle sepolture della Frentania. Luigi Capasso, docente di Antropologia della facoltà di Medicina e chirurgia di Chieti, si occuperà della “Vita degli Italici”. Bruno Sardella, archeologo, si occuperà del “Territorio di Agnone dai Sanniti al Medio Evo”. Luigi Scardina, della Soprintendenza Speciale per i beni archeologici di Pompei, Ercolano e Stabia e Roberto Di Re, architetto, approfondiranno le “emergenze” di Pietrabbondante, l’eccezionale sito archeologico molisano. Ultimo degli interventi sarà di Nicola Mastronardi, direttore della biblioteca di Agnone e scrittore, che riassumerà il contenuto del suo libro “Viteliu. Il nome della libertà”. Le conclusioni saranno tratte dal governatore del 2090 distretto del Rotary, Luigi Falasca.






