E se invece di pagare le aragoste agli assessori pagassimo i tribunali?

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PROPOSTE PER LA GEOGRAFIA GIUDIZIARIA

16 MARZO 2014 – Il capogruppo del Psi nella commissione giustizia del Senato, Giovanni Buemi, ha tenuto una conferenza a Palazzo Sardi per illustrare l’attività svolta e da svolgere allo scopo di salvare il tribunale di Sulmona.

 Osserva, a proposito, il segretario regionale del Psi, avv. Massimo Carugno: “Il Sen.Buemi ancorche’ piemontese ha recitato un ruolo essenziale negli incontri col Ministro Cancellieri degli Avvocati Sulmonesi e poi in Senato ai fini della approvazione del noto emendamento che ha prorogato di tre anni la soppressione dei Tribunali abruzzesi. La sua visita a Sulmona e’ finalizzata proprio a capire come utilizzare questo utile spazio di tempo per giungere ad una definitiva soluzione del problema”.

Una soluzione a questo punto si può individuare con quello che hanno fatto i singoli Comuni per salvare i loro giudici di pace, proprio in queste settimane: accollandosi le spese, perchè un ufficio giudiziario vuol dire anche tutela della comunità, del paese. Una idea in tal senso è venuta con l’accollo delle spese dei tribunali da parte delle Regioni di appartenenza. Senza voler fare facile populismo, preferiremmo pagare per conservare un tribunale, che ridistribuisce un forte reddito sul territorio, piuttosto che pagare le aragoste agli assessori regionali. Ma diciamo le aragoste per non dire tutte le ruberie che le regioni hanno allestito sin dai primi anni di vita, come avevano previsto Giovanni Malagodi e Giorgio Almirante.

Occorre che la società si renda conto di quello che sta per accadere con la chiusura di quattro tribunali. Perderebbero il loro reddito medici, ingegneri, geometri che svolgono i ruoli di consulenti tecnici, commercialisti che fanno i curatori fallimentari; gli avvocati non hanno nulla da perdere, perchè seguiterebbero ad andare con i loro clienti al tribunale dell’Aquila, mentre medici, ingegneri, geometri e commercialisti sono nominati dai giudici e figuriamoci se un giudice dall’Aquila va alla ricerca di un professionista a Sulmona o ad Avezzano. In tutti questi anni di battaglie ai medici, ingegneri, geometri e commercialisti questo allarme da un orecchio è entrato e dall’altro è uscito. Ma i politici sanno quale sia la prospettiva e possono spendersi per dimostrare che in quaranta anni per una volta la Regione ha prodotto risorse invece di bruciarle.