LICEO E BIBLIOTECA NON VANNO SVUOTATI

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RISCHIA IL TRASFERIMENTO ANCHE IL CENTRO STUDI OVIDIANI

2 APRILE 2019 – “Accertare lo stato di manutenzione e la fattibilità di rendere fruibile alla cittadinanza, almeno in parte, il prezioso patrimonio librario custodito nello storico edificio di piazza XX Settembre, chiuso in seguito al sisma 2009, in attesa di restituire alla città la sua biblioteca”. E’ lo scopo del sopralluogo congiunto che effettuerà nei prossimi giorni l’assessore Manuela Cozzi insieme alla Soprintendenza archivistica, accompagnati dai Vigili del Fuoco. “Ho voluto organizzare il sopralluogo al fine di verificare lo stato dell’arte della biblioteca rispetto all’ultimo accertamento, che fu condotto dal sindaco Annamaria Casini insieme ai tecnici comunali e ai Vigili del Fuoco valutando anche diverse ipotesi di trasferimento dei volumi in altre sedi” afferma l’assessore Manuela Cozzi “L’obiettivo è garantirne la messa in sicurezza, in previsione dei lavori  di restauro dello storico edificio. Individuare un’ulteriore struttura necessita una serie di valutazioni complesse, già affrontate in passato” continua l’assessore sottolineando come il tema inerente le biblioteche in città sia stato attenzionato dall’amministrazione. “Accolgo con favore l’interesse espresso sulla stampa dal consigliere regionale Antonietta La Porta per la biblioteca comunale. E’ importante inoltre” aggiunge l’assessore “che la Regione porti a completamento l’intervento di palazzo Portoghesi, chiuso dalla Regione stessa due anni fa, che ospitava l’Agenzia per la Promozione Culturale con la biblioteca, oggi situata temporaneamente nei locali dell’Inps”.

Innanzitutto: quando e come è stata dichiarata inagibile l’ala del liceo, quella alla quale si accede da Piazza Salvatore Tommasi? In secondo luogo: perchè dopo dieci anni non è stata montata neppure una impalcatura per riparare il Liceo? Quando il Comune avrà fornito una risposta a questi interrogativi proprio mentre analoghi edifici peggio disastrati dell’Aquila sono stati riconsegnati all’utenza più forti di prima del terremoto senza badare a spese, si potrà parlare di trasferire i ventimila e passa volumi della Biblioteca, soprattutto quelli del Centro Studi Ovidiani in altro luogo che li conterrà comunque male, se li conterrà. 

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