L’imperdonabile cammino verso l’Expò

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INAUGURATO IN POMPA MAGNA, TRADISCE LA SPIRITUALITA’ DEGLI EREMI ABRUZZESI

5 FEBBRAIO 2015 – Una “sorta di cammino di Compostela, attraverso gli eremi abruzzesi, interattivo e tecnologico”, rimarrà allestito nei Musei vaticani fino al 23 febbraio.

Il sito ufficiale della Regione Abruzzo lo indica “nel quadro delle iniziative della Regione Abruzzo “in cammino verso l’Expo” presentato questa mattina a Pescara dal consigliere delegato, Camillo D’Alessandro, dal presidente del Parco nazionale della Maiella, Franco Iezzi, e dal presidente di Abruzzo sviluppo, Giuseppe Cetrullo”. La mostra è stata inaugurata dal ministro ai Beni culturali, Dario Franceschini, dal cardinale governatore dei Beni ecclesiastici, Giuseppe Bertello, dal vicepresidente del Csm, Giovanni Legnini, dall’ex sottosegretario, Gianni Letta, insieme a al presidente della Giunta regionale, Luciano D’Alfonso e a Camillo D’Alessandro. “Un invito a partecipare alla mostra, che narra la cultura religiosa celestiniana ma anche la capacità organizzativa conventuale e architettonica degli eremi, è stato formalmente rivolto anche a Papa Francesco. La Mostra, di iniziativa del Parco della Maiella, dopo il 23 febbraio è destinata a toccare le città di Bologna, Milano e Napoli, mentre, come ha anticipato il presidente Iezzi è in stato di avanzato cammino la procedura con la quale si è chiesto all’Unesco di riconoscere gli eremi abruzzesi patrimonio dell’umanità” . “Il nostro obiettivo – ha ricordato D’Alessandro – è incrociare flussi turistici importanti e qualificati ed i musei vaticani, con le loro 25 mila presenze al giorno lo sono. La nostra ambizione è quella di mitizzare l’Abruzzo. Mi piace pensare che in questi giorni sia a pochi metri dalla Cappella sistina”.

Fin qui la notizia, che, come si sa, è sacra, nonostante attenga agli ambienti più curiali del Vaticano. Ma si rendono conto gli organizzatori di quanti miliardi di anni luce distanzino l’Expò dalla testimonianza degli eremiti e degli anacoreti del Morrone e della Majella? Tutta questa gente, che pensa di incollare l’immagine di un Abruzzo davvero sacro con un allestimento turistico-industriale che avrebbe schifato più di ogni altra cosa Celestino V e gli altri e che dovrebbe ancora destare perplessità e repugnanza nella Chiesa che si dichiara dalla parte dei poveri in spirito, pensa che davvero l’Abruzzo delle tradizioni possa ricevere beneficio diventando una propaggine di una Expò progettata e sostenuta per propagare messaggi esattamente contrarii alla spiritualità celestiniana? Altro che “mitizzare l’Abruzzo”; e altro che la vicinanza di quel progetto con la Cappella Sistina; è più probabile che, quando Francesco avrà qualche notizia in più sull’Expò, dia ordine di bruciare tutto il carton gesso e faccia partire una diffida all’Unesco per non impicciare gli eremi abruzzesi con l’Expò per la quale sono già partiti i primi arresti.

Il digiuno di Celestino potrebbe creare anche qualche imbarazzo all’Expò e, per i gruppi industriali più… pragmatici, anche più di uno scongiuro. Comunque, la conferenza stampa con tanti suoni di tromba ha segnato il ritorno di Franco Iezzi alla visibilità, dopo che si era nascosto nell’anonimato del “dicolamia” con il quale partecipava ad un forum su internet per… vedere di nascosto l’effetto che fa ed era finito sotto processo con conseguente archiviazione (solo sotto il profilo giuridico, però). Che abbia fatto a piedi il cammino da Sulmona alla Curia vaticana per farsi perdonare? Fatica sprecata : se si parla di Celestino V, i perdòni dati da quegli ambienti non valgono perché l’ex eremita del Morrone li abbandonò schifato prima ancora che si “interfacciassero” con l’Expò.