Lo sb…aglio dei produttori

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Ovidio e poltroncine a Piazza XX Settembre

SI FIDANO DI CHI NON MERITA FIDUCIA E LI MANDA ALLO  SBANDO

17 SETTEMBRE 2015 – S’ode a destra uno squillo di tromba: 

è l’argomento che viene sostenuto con malcelata finta innocenza per sostenere le… ragioni dell’aglio sulla testa di Ovidio e riguarda la posizione del Consorzio dei produttori dell’aglio rosso, che organizzò un convegno a luglio all’Abbazia di Santo Spirito (Badia morronese) e applicò sul manifesto la ormai famosa foto di Ovidio coronato dal serto di aglio. Si sostiene che, per sopravvivere, i produttori hanno necessità di agganciare il prodotto ad ogni mezzo che sia idoneo a fare pubblicità; se, poi, si tratta di un simbolo mondiale della letteratura, tanto di guadagnato. La questione è chiaramente mal posta: l’aglio rosso di Sulmona si vende a prescindere da ogni pubblicità e, semmai, il problema è quello di avere ogni anno un quantitativo che garantisca le crescenti esigenze del mercato. Con l’aglio si fanno anche i medicinali e l’ipotesi che rimanga sui campi come i pomodori che qualche decennio fa andavano sotto le ruspe per essere interrati è lontana, anzi è proprio irreale.

Allora la questione è altra e riguarda non i produttori, ma i commercianti di aglio, che, pur di accrescere i loro guadagni, strumentalizzano ogni immagine e personaggio di Sulmona: da Solimo a Ovidio, secondo il trend più vantaggioso. I produttori di aglio non dovrebbero prestarsi ad assecondare i modi di queste campagne che non hanno nulla da spartire con le tradizioni trasparenti dei coltivatori peligni. Per esempio: l’immagine della statua di Ovidio con l’aglio in testa è stata stampata in un manifesto nel quale compariva lo stemma del Polo museale abruzzese e la scritta del Ministero della Cultura senza che questo uso sia mai stato autorizzato. Anzi, proprio tale condotta è stato il motivo per il quale il “Consorzio” non potrà più essere ospitato nell’Abbazia di Santo Spirito, tale è stata l’indignazione di chi quel complesso monumentale deve gestire secondo i principi costituzionali di buon andamento della pubblica amministrazione (art. 97 della Costituzione) e che considera una offesa all’estetica l’aglio in testa a uno dei maggiori poeti della latinità e una grave scorrettezza non aver informato di questo sconcertante abbinamento. E’ mai stato detto questo ai produttori di aglio?

Perché costoro debbono passare per quello che non sono, cioè persone che non meritano di essere ospitate per aver tradito la fiducia di chi le ospita? Ma poi: una volta tanto, invece di mandare avanti produttori di aglio, “operatori culturali” tali sedicenti, fabbriche di cultura, perché chi vuole vendere l’aglio con questi mezzi non spende la propria faccia e chiede alla Città di poter strumentalizzare Ovidio? Almeno si prende una pernacchia subito e se ne può riandare al supermercato contento e appagato dell’accoglienza di una propria idea, senza tribunali, eros, cibus, ars e compagnia bella.

Nella foto una elegante immagine di Piazza XX Settembre con le poltroncine per i concerti di “Muntagninjazz”