Cococce e cococciari

1194

Zucca a Ponte dArce

17 SETTEMBRE 2015 – “Cococciari” è l’appellativo riservato dai Pratolani ai Sulmonesi.

“Cococcia” è la zucca; inutile spiegare il senso dell’accostamento. Conviene spiegare, invece, come di recente questo termine si sia riempito di significato: cococciari sono quelli che si lasciano disintegrare una banca sotto i loro occhi, come fu disintegrata la Banca Agricola. Cococciari sono quelli che si lasciano disintegrare un tribunale (come è stato disintegrato il tribunale, sia pure con deflagrazione posticipata di qualche anno) ma votano per gli stessi deputati e senatori che hanno disintegrato il tribunale e poi cercano i voti sostenendo di voler rinviare la deflagrazione. Cococciari sono quelli che subiscono lo scippo del punto nascite all’ospedale e accolgono quasi genuflettendosi nell’aula del Consiglio Comunale l’artefice della soppressione del punto nascite, Luciano D’Alfonso, invitando tutti i contestatori a fare una parola e una pernacchia di meno, anzi a non farle per niente e a sentire l’artefice dell’ammanco trattare a pesci in faccia le persone di buona volontà che hanno chiesto di intervenire nel dibattito pilotato a senso unico. Tutto nasce dalle cococce, alle quali si sono ispirati nei secoli scorsi i Pratolani per appellare i Sulmonesi; e questo accostamento può scaturire dall’osservazione delle zucche mature a Ponte d’Arce, vicino a Vallelarga (nella foto).