LOLLI IL TARANTOLATO SALVA I MASTERPLAN MA NON LE AUTOSTRADE

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Giovanni Lolli perentorio e anche un po’ buffo

EPICA CONFERENZA STAMPA DEL PRESIDENTE FACENTE FUNZIONI MENTRE SI RISCHIA LA CHIUSURA AL TRANSITO DEI TIR E DELLE CORRIERE PER ROMA

8 OTTOBRE 2018 – Un tarantolato. Questo sembrava Giovanni Lolli, vice-presidente facente funzioni della Regione Abruzzo, in una conferenza-stampa sullo “scippo dei Masterplan”. Saltava come un grillo per protestare sulla ipotesi che per riparare i viadotti delle autostrade A24 e A25 saranno dirottati i fondi destinati ai “Masterplan”, cioè ai progetti di sviluppo regionali. Ne ha ben donde: ha girato l’Abruzzo per portare a ciascun comprensorio il suo regalino e spiegare come e perché sarebbero arrivati milioni di euro a iosa. Ora si trova con un pugno di mosche in mano e, per giunta, a quattro mesi dalle elezioni regionali.

Quindi, con l’aria di chi non ammette repliche, ha convocato per la prossima settimana tutti i parlamentari abruzzesi in una missione a Roma per impedire questo dirottamento di fondi. Sembrava tornato ai bei tempi nei quali, da parlamentare, votò contro le indicazioni del PD perché una legge non rispettava il ruolo dell’Aquila che (testualmente) “sta prima di tutto” e contribuì a dare del Partito Democratico l’immagine carnascialesca che tanto ha contribuito al suo declino. A metà tra lo spiritato e la marionetta con gesti bruschi e ripetitivi (consigliamo la visione senza audio), Lolli ha cercato di difendere la coda di quella legislatura regionale nella quale non ha fatto niente, tranne i giri per i Masterplan.

Allora, quando si sarà calmato, dovrà riflettere sulle assurdità delle scelte operate per questi fondi europei. Centosessanta milioni sono stati destinati allo scempio della Fondovalle Sangro, osannata dal collega di partito di Lolli, Luciano D’Alfonso e purtroppo già data in appalto, onde pare non si possano dirottare quei soldi sulle autostrade regionali. Sappia Lolli che se si deve fare una scelta, sicuramente bisogna privilegiare la conservazione dell’unico collegamento valido per Roma è l’autostrada e che un pezzo non eliminabile del collegamento per Napoli dall’Abruzzo è ancora l’autostrada (dall’Adriatico a Sulmona per poi proseguire per la Campania). Dunque, che il volume di traffico della A24, follemente voluta dagli aquilani, sia irrisorio non basta per subordinare gli interventi sulle autostrade a quelli sulla viabilità ordinaria statale o addirittura a quelli sulla viabilità provinciale.

C’è una emergenza, determinata dall’incuria con la quale il suo partito, il Pd, ha lasciato che i ponti in Italia, anche nell’ultimo quinquennio e soprattutto nell’ultimo quinquennio, degradassero tanto da crollare. Gli Abruzzesi preferiscono conservare le autostrade piuttosto che la viabilità provinciale, perché chiudere le autostrade vorrebbe significare l’isolamento totale, visto come sono ridotte le ferrovie. In una situazione di emergenza come quella attuale, occorre prendere i soldi dove si può. Meglio sarebbe toglierli alla Fondovalle Sangro, che però, ci rendiamo conto, è stata voluta dalla FIAT, poi FCA, cioè una impresa che crea ricchezza nel collegio elettorale di Giovanni Legnini, mentre la Magneti Marelli abbandona la Valle Peligna (e Giovanni Lolli non si fa prendere da nessuna danza tarantolata, tra l’altro).

Sulla A25 incombe il decreto del Ministro per la chiusura al traffico pensante (che potrebbe significare anche chiusura ai pullman): ha idea Lolli di quello che vorrebbe dire anche soltanto la soppressione del traffico commerciale? Oppure intende risolvere questa drammatica contingenza con le carnevalate sotto il Ministero per le quali, questo sì, gli aquilani sono… Master?

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