Ma che giostra è questa?

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PROCLAMA POLITICO PER SALVARE LA SINDACA DURANTE LA MANIFESTAZIONE PAGATA CON SOLDI PUBBLICI

31 LUGLIO 2018 – Ci sono personaggi sulmonesi che, invece di pagare in proprio le sponsorizzazioni con le quali debbono ricambiare attenzioni e sostegni, si servono di eventi e manifestazioni pagate dagli altri, soprattutto dai fondi pubblici.

Il caso di rappresentanti della Giostra che hanno lanciato il grido “Dio salvi la sindaca” domenica scorsa in Piazza Garibaldi non è soltanto un esempio di cattivo gusto, ma intacca proprio il rapporto tra istituzioni e cittadini, che dovrebbe essere improntato alla chiarezza. Se, dopo essere stati spennati dalla mano del fisco, i cittadini sulmonesi debbono anche sopportare che, tra i 100.000,00 euro versati dalla Regione e le decine di migliaia pagati dal Comune, i proclami politici debbono essere lanciati nel clou di un “palio” che da solo non si reggerebbe, è anche giusto che si dia una controllatina a queste elargizioni.

E non varrà il principio che “a L’Aquila si fa di peggio con la Perdonanza e nessuno dice niente, anzi gli aquilani collaborano”. Ognuno ha il concetto di democrazia e di correttezza che preferisce: qui a Sulmona, dove è già abbastanza anomalo che i capitani della giostra si presentino alle elezioni comunali per sostenere un sindaco anziché un altro, non deve essere consentito di fare campagna elettorale o anche soltanto trarre d’impaccio una sindaca che si mette nelle pastoie della dissidenza interna alla sua stessa maggioranza. La Giostra va rispettata per il risveglio dell’estate che è riuscita a garantire dai tempi nei quali fu rispolverata 24 anni fa; ma il podio della Giostra non deve minimamente essere intaccato dagli scopi personalissimi o politici (quindi indirettamente personali) di chi si assume rappresentante di cavalieri, sestieri e borghi.

Da una decina d’anni degli sconclusionati imprenditori che rientrano in questa categoria solo perché non si sa chi ha pittato di tale definizione la assai più ristretta cerchia di commercianti e bottegai, si ammantano di simboli e marchi di Sulmona antica e presente, per giunta senza cacciare un centesimo di euro con spirito di mecenatismo: tutto a carico di Regione, Comune e tutt’al più Fondazione Carispaq. Ora questa auto-sponsorizzazione pare si sposti pure in ambito politico: e dovremmo assistere ad una Giostra che sosterrà la sindaca che sosterrà chi l’ha messa al suo posto e ce la lascerà se avrà fatto quello che le è stato chiesto.

Ma che giostra è questa?

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