Ma Cialente ha fatto cose più gravi delle dimissioni

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INSULSA RISPOSTA DEL SINDACO AD UNA TRASMISSIONE TELEVISIVA SU MARINO

11 OTTOBRE 2015 – Dopo essersi dimesso due volte e due volte aver ritirato le dimissioni facendo ridere buona parte della stampa italiana,

il sindaco dell’Aquila Cialente ha anche preso cappello ed ha scritto alla redazione di “Omnibus” della rete “La7” che, trattando delle dimissioni del sindaco di Roma, lo aveva tirato in ballo, tanto che lui ci è rimasto “fortemente infastidito”. Ha ripreso la canzone della città devastata dal terremoto e delle “tante oscure ombre che gli aquilani, per troppi anni, da soli e disperati, hanno dovuto affrontare” e ha spiegato che, a ripensarci, lo aveva indotto la reazione di molti cittadini. Nella lettera alla emittente televisiva evoca anche la restituzione della fascia tricolore al presidente della Repubblica.

A quelli che hanno poca memoria il sindaco dell’Aquila potrà pure fornire giustificazioni sulla sua dimissionite: non potrà dare serie risposte al fatto incontestato di aver rimosso la bandiera tricolore da tutti gli uffici comunali, “dimissionando” L’Aquila dall’Italia. E questo è il gesto che la stampa italiana non gli rimprovera a sufficienza perché è un gesto indegno. Il tricolore non ha subìto questo affronto neppure dopo le migliaia di decimazioni perpetrate durante la prima guerra mondiale quando lo Stato era davvero dispensatore di ingiustizie (tanto per celebrare i cento anni); altro che tragedia del terremoto…