MA DI CHE PASTA E’ FATTO IL VICE-PRESIDENTE DEL CSM?

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LEGNINI IN “VISITA ISTITUZIONALE” ALLA DE CECCO

10 GENNAIO 2015 – Il Tg3 Regione ha riferito oggi della “visita istituzionale” dell’avv. Giovanni Legnini al pastificio De Cecco, dove ha sottolineato l’importanza della modernizzazione della “macchina della giustizia”.

Forse si riferiva alla trafila: non quella da dove escono le mezze maniche, ma quella che bisogna seguire quando si notifica una citazione e si debbono aspettare sette o otto anni per avere una sentenza, dopo essersi imbattuti in mezze cartucce.

Ora, però, il mistero più cupo è quello che concerne il motivo per il quale l’avv. Giovanni Legnini ieri l’altro ha fatto una visita istituzionale agli uffici giudiziari dell’Aquila e in queste ore un’altra visita istituzionale ad un pastificio. Al capoluogo abruzzese sicuramente era nella veste di vice-presidente del Consiglio Superiore della Magistratura; altrettanto non si può dire se è andato in un pastificio, perché a questo punto visita istituzionale è tutto. Se deve incontrare gli spaghetti può andare anche a “Positano” da Vittorio a Pescara, dopo che hanno subìto tutta la trafila e si presentano direttamente allo scoglio, succulenti. Anche lì l’avv. Legnini potrebbe sostenere che la macchina della giustizia deve essere veloce. E perché, avrebbe potuto sostenere che l’Italia ha bisogno di tribunali lenti, se fosse venuto per esempio alla “Farmochimica” di Sulmona, dove si producevano profilattici? Ecco, giusto alla fabbrica di armi “Beretta” potrebbe dire che ci sono alternative alla giustizia lenta. Ma, insomma, ci sembra tutto molto scontato questo proclama, con tanto di riprese del Tg3 che spesso dove deve stare non sta. Certo, riprendere il vice-presidente in visita alla produzione dei cannarozzetti è uno scoop che non si notava da anni, l’audience è andato alle stelle, magari sarà andato anche un inviato speciale… al pesto, per riscontrare di che pasta è fatto il vice-presidente del CSM.

E fin qui la celia.

Finita questa, ci chiediamo perché sia consentito ad un iscritto a un partito, fino al giorno prima componente di un governo, di vestire i panni dell’uomo delle istituzioni e al tempo stesso mantenersi in allenamento con il proprio collegio elettorale, presenziare alle inaugurazioni e strologare sulla velocità dei processi, quando restando a Palazzo dei Marescialli potrebbe fare molto di più, anche proprio per accorciare i processi. Del resto, non ci sembra che lo stesso vice-presidente sia andato in visita al pastificio Voiello oppure alla Perugina. Dunque va dove lo portava il collegio elettorale. E quanto rientra questo nei compiti “istituzionali”? E i tanti giudici che l’hanno accolto a L’Aquila perché non glielo hanno chiesto ieri l’altro, visto che comunque potrebbe capitare loro di scrivere una sentenza sulla De Cecco?