RISULTATI NE HA CONSEGUITI ECCOME: IL RICORSO AL TAR CONTRO LA SNAM SENZA NEANCHE CHIEDERE LA SOSPENSIVA, LA VALLE PELIGNA CALAMITA DI TUTTI I RIFIUTI E PREFERIBILMENTE DI QUELLI INDIFFERENZIATI DELL’AQUILA, IL BIMILLENARIO DEI RATTOPPI – E SBIC ADESSO SI INDIGNA ACCUSANDO LA SINDACA DI NON AVERE AMBIZIONE
31 MAGGIO 2021 – Sulla vicenda SNAM il Comune di Sulmona non ricorrerà al TAR contro la concessione dell’Autorizzazione integrata ambientale, da parte del Ministero della Transizione ecologica. Il Sindaco ha motivato così la decisione: “si ritiene che la strada da percorrere sia di tipo politico più che legale amministrativo che dovremmo percorrere in solitudine sottraendo ulteriori importanti risorse alla collettività per un nuovo infruttuoso ricorso”. Da “Sulmona bene in comune” parte una severa critica: “Annamaria Casini è convinta che si tratti di faccenda da delegare al Governo nazionale e che il territorio non possa farci nulla; che il Comune è ormai solo e che costa troppo (su questo stendiamo un pietoso velo). Incredibile. Anzi no, credibilissimo. Lo diciamo da cinque anni, questa amministrazione non ha nè anima nè visione complessiva sulla città. Si adagia su una triste impotenza -autoinflitta- e non reagisce. Se avesse avuto una visione generale e non fosse scoraggiata della sua stessa forza rappresentativa, avrebbe detto che no, questa città non ci sta a subire, che lotta animata da una coerente visione ecologica e ambientale che non si riferisce solo alla lotta contro metanodotto e centrale di compressione. Il sindaco dovrebbe anche chiedersi come mai le istituzioni intorno a lei si stanno defilando e noi ci chiediamo: sarà il presidente della provincia a dettare la linea? E’ l’esperienza civica legata a Gerosolimo che ha mollato la presa? E’ l’incapacità conclamata a fare territorio che giunge mestamente alla sua conclusione? Quella coalizione, ci appelliamo ai cittadini, non deve più avere niente a che fare con l’amministrazione della città. Ha dato prova di incapacità e di nessuna ambizione”
Che la dott.ssa Annamaria Casini abbia dato prova di “nessuna ambizione” è una valutazione che non sta nè in cielo, nè in terra. Una persona con quel bagaglio che si presenta per rappresentare e, ahimè, amministrare Sulmona nel quinquennio che contiene gli impegni del Bimillenario di Ovidio, della battaglia contro la centrale Snam, del rilancio turistico e, quindi, della salvaguardia dei monumenti e del verde cittadino, della piccola ricostruzione dopo il terremoto (piccola perchè la gran parte se l’è pappata L’Aquila con la truffa del cratere sismico): una persona così ha una ambizione sconfinata, che infatti sconfina con la presunzione quando accetta pure di farla, la sindaca.
Poi, in un’altra imprecisione “Sbic” incappa: quando pensa che la battaglia contro la centrale di spinta sia stata una battaglia vera. Il popolo senza un programma che ha eletto Annamaria Casini alla carica di sindaca solo per tributare una riconoscenza (o una speranza?) per Andrea Gerosolimo non si è posto neanche il problema se questi fosse effettivamente contrario alla centrale di spinta. E non se l’è posto neppure quando Andrea Gerosolimo, da assessore regionale alle aree interne, sarebbe dovuto andare doverosamente all’incontro che sul tema il Governo aveva convocato a Roma alla vigilia di Natale. Non c’è andato ed ha lasciato che ci andasse il vice-presidente della giunta regionale, Giovanni Lolli, che non sapeva un’acca della tematica della centrale di spinta ed ha fatto l’asino tra i suoni, sperando poi di recuperare con un’intervista al Centro il giorno dopo, quando s’è svegliato dal sonno di Aligi ed ha capito quale frittata aveva fatto. Più “delega al Governo” di questa chi la può architettare, e pure con anticipo di anni?
Chi dovesse nutrire ancora qualche dubbio sulle reali intenzioni della sindaca e, per essa, dell’assessore alle (disastrate) aree interne, lo potrà risolvere se solo pensa che il Comune di Sulmona, rivolgendosi al TAR, non ha neppure chiesto la sospensiva del provvedimento che impugnava. Tutti avversari di questa pasta… e la Snam non ha altro che ringraziare.
Dunque “mancanza di ambizione” L’ambizione la sindaca ce l’aveva e l’ha pure tradotta in termini di assoluta conquista dei risultati: come del resto ha fatto per il disastro del Cogesa, con tutti i rifiuti che ha attirato nella Valle Peligna a costo poco più che superiore allo zero (vedi il caso dei rifiuti indifferenziati dell’Aquila), quando le ditte private per smaltire rifiuti in emergenza si fanno pagare miliardi. Oppure esercitando un controllo… analogo al non-controllo.
Quindi, visto che, nel testo del loro comunicato, quelli di Sbic usano un categorico “Anzi no”, ne aggiungano un altro e così fanno un’analisi un po’ più realistica sulla ambizione della sindaca, non solo per i pantaloni che portava quando ha ricevuto il segretario di stato americano Pompeo.






