Ma il gonfalone della città non è una ramazza

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SOLO IL SINDACATO DEI VIGILI VEDE IL DEMANSIONAMENTO

23 AGOSTO 2012 – La Polizia municipale non pensa neppure a rivolgersi ai tribunali per una battaglia con i vertici del Comune che non ha intrapreso.

Il maggiore Antonio Litigante, comandante del Corpo, si è limitato a trasmettere al sindaco quello che gli aveva scritto il coordinamento regionale del sindacato “SULPM”, il cui segretario Enzo Paolini aveva fatto notare che “Portare il Gonfalone non rientra tra i compiti e le mansioni del personale di categoria C e tantomeno nei compiti e le mansioni degli agenti del Corpo di Polizia Municipale, i cui appartenenti sono tutti i categoria C”. Da qui l’allusione al “demansionamento” che fa saltare sulla sedia tutti i datori di lavoro e, nella specie, i dirigenti che potrebbero trovarsi con grane, queste sì, giudiziarie, peraltro preannunciate dallo stesso Paolini.

Quindi, la risposta che il sindaco Federico ha inviato al sindacato è più rivolta ad affermare questioni di principio che a costringere i vigili a portare il gonfalone: “Non posso astenermi dalla mia personalissima convinzione che il trasporto del gonfalone non sia offensivo del prestigio e del decoro dei Corpi della Polizia Municipale, ma anzi costituisca un onore, trattandosi del simbolo più prestigioso e rappresentativo della propria città”.

Conoscendo gli aspetti, per qualche verso dannunziani, del carattere del primo cittadino, non si può escludere che alla prossima occasione porti da solo il gonfalone, che non è un segnale stradale, né una ramazza e che, quindi, non provoca nessun demansionamento.

E poi, le stesse diffide il sindacato fa anche agli altri Comuni? – chiede ancora il sindaco.

Basta poco per verificare: il corteo della Perdonanza dirà tra qualche giorno se centinaia di vispi vigili saranno demansionati.