MA IL RISPETTO DELLE LEGGI E’ DELEGATO AGLI UOMINI-SANDWICH?

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SCONCERTANTE QUADRO DEI RAPPORTI TRA GIUNTA E MINORANZA E TRA ISTITUZIONI

28 OTTOBRE 2019 – La manifestazione degli uomini “sandwich”, anzi dei “Professori sandwich” come è stata definita (nelle foto), traccia un grave atto di accusa contro l’amministrazione comunale, ma anche contro la minoranza in Comune. Di fatto, è la sostituzione del ruolo della minoranza, che non esiste più e che consente ad una sindaca di cambiare la giunta ogni sei mesi e non la incalza con gli strumenti che il regolamento le mette a disposizione. Oggi la minoranza è rappresentata in Consiglio solo da Elisabetta Bianchi e da Maurizio Balassone, che sembrano demotivati e attendisti; i consiglieri eletti con i voti del Pd, ma in altre liste, non si sa neppure come si pongano verso le molte inconcludenze della giunta Casini; poi esiste una zona grigia di personaggi che oggi criticano la giunta e domani la galvanizzeranno.

I consiglieri eletti per contrastare la maggioranza ritengono di poter gestire il dissenso a modo loro, quindi per lo più con un silenzio complice o con modestissimi rimbrotti, perchè pensano che il livello di partecipazione politica si esaurisca con il voto espresso nelle elezioni. Non si sapranno spiegare perché in numero sempre crescente il sabato mattina per le vie del centro compaiano i cartelli portati a spasso da cittadini che non sono investiti da alcuna rappresentanza, ma che non hanno dimenticato che la partecipazione politica prosegue anche nei mesi e negli anni tra una elezione e l’altra.

La sindaca ha pensato di zittire la minoranza in Consiglio con le scene isteriche di abbandono dell’aula sui temi più gravi, che ricordano tanto le intollerabili reazioni di Oscar Luigi Scalfaro alle accuse che gli si muovevano (il famoso “Non ci sto”, che voleva significare semplicemente il rifiuto di ogni pubblico chiarimento, cioè l’antitesi della democrazia). Almeno tre volte la sindaca è uscita dal Consiglio comunale in tale imbarazzante condotta; dal che le opposizione avranno capito che non debbono disturbare il conducente. E hanno smesso di insistere: in particolare, sulla gravissima questione dei rifiuti e della gestione del COGESA, che si regge solo perché la sindaca di Sulmona deve politicamente rispondere a chi l’ha messa in quel posto. La minoranza non incalza la sindaca neppure sul conferimento di servizi a “Connettitalia srls” e non tanto sul punto molto sorprendente che tale società era amministrata dal figlio di Bruno Di Masci, cioè proprio del candidato sindaco che aveva giurato di sostenere una ferma opposizione qualora non fosse riuscito a diventare sindaco, quanto perché questa “Connettitalia” è stata poi sfrattata per morosità dalla sede che aveva a Sulmona. Per morosità: il che la dice lunga sulla solidità del soggetto con il quale il Comune stipulava convenzioni.

La gravissima situazione nella quale versa la vita politica sulmonese non può che sfociare in manifestazioni come quella di sabato scorso con la protesta per i ritardi nella riparazione del Liceo classico; essendo sfuggita al controllo della stessa minoranza in Comune, la questione è arrivata in piazza senza alcuna mediazione. Prima che le cariatidi della vecchia politica accusino i professori e gli altri liberi cittadini-sandwich di essere “l’antipolitica” (secondo il malvezzo che è stato inaugurato quando i grillini hanno sbancato le incrostazioni degli osceni patti tra Berlusconi e D’Alema, poi tra Berlusconi e Renzi) sarà opportuno annotare che del Liceo non si sarebbe più parlato se non in termini di inutile ricostruzione della vicenda amministrativa del progetto, mentre è passato un decennio dalla chiusura e l’ex collegio dei Gesuiti è abbandonato alle infiltrazioni, alle erbacce, alle incalzanti crepe sui muri. Né più, né meno di quello che la giunta Casini ha lasciato che succedesse a Palazzo Mazara, per il quale addirittura c’è lo sconcertante fatto inedito rappresentato dalla violazione, palese e ormai continua e permanente, di un provvedimento della magistratura emesso quasi due mesi fa. Oggi la “politica” non ritiene di eseguire neppure gli ordine della magistratura. Ci sarà una magistratura che voglia accertare se queste condotte siano lecite da parte dei politici?

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