MA LA STATUA NON E’ L’EREDITA’ DI PUBLIO OVIDIO NASONE

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SARA’ PROPOSTA AL TRIBUNALE COLLEGIALE L’ASSURDA QUESTIONE DELLA CORONA D’AGLIO

14 DICEMBRE 2015 – Il giudice del Tribunale di Sulmona designato per il ricorso sulla “corona d’aglio” sulla statua di Ovidio ha rigettato la richiesta di inibire l’uso dell’immagine del poeta, ravvisando la giurisdizione del giudice amministrativo sul bene costituito dal monumento. Il giudice ordinario “non potrebbe , in alcun modo, sindacare l’uso che la pubblica amministrazione faccia del bene anzidetto, autorizzando manifestazioni locali ad esso afferenti o consentendo l’uso della immagine della statua a fini pubblicitari”.

La pronuncia è incentrata sul bene rappresentato dalla statua ad Ovidio, mentre nella richiesta di provvedimento urgente erano stati evidenziati i contenuti concernenti il patrimonio culturale che Ovidio ha trasmesso e del quale il poeta è punto di riferimento indiscusso. L’immagine della corona d’aglio sulla  testa del poeta, diffusa oltre tutto in un contesto del tutto diverso dalla stessa Piazza XX Settembre nel quale è stata ripresa,  esula dalla tutela del monumento e riguarda la “considerazione e l’immagine che il poeta latino Publio Ovidio Nasone riceve nella città che gli dette i natali e alla quale si richiamò nelle nostalgiche lettere dei “Tristia” e “Epistule ex Ponto””, come è stato evidenziato nella richiesta al Tribunale.

In questo senso, sebbene l’aglio sia uno dei prodotti più caratteristici della Valle Peligna “non si può neppure lontanamente pensare che collocarlo sulla testa di Ovidio e divulgarne la risultante fotografia sia condotta ligia e rispettosa della fama e del prestigio che tale poeta ha avuto e ha in tutto il mondo”. Tra l’altro, proprio la Direttrice del Polo museale d’Abruzzo, dott.ssa Lucia Arbace, ha espresso una severa condanna dell’iniziativa volta alla divulgazione della immagine. Pertanto, la questione sarà proposta al tribunale collegiale affinchè si esprima in senso diverso.