SEVERA VALUTAZIONE DI “SULMONA BENE IN COMUNE” SULLA CONDOTTA DELLA SINDACA: “NON HA MAI CHIESTO UN CONTRIBUTO QUANDO LA SITUAZIONE DELLA “SAN RAFFAELE” ERA AGLI ESORDI”
4 APRILE 2020 – “Sulmona Bene in Comune” aveva dato disponibilità “tecnico politica” alla sindaca per affrontare l’emergenza della pandemia, al momento in cui si erano diffuse le prime voci sui casi di positività alla clinica “San Raffaele” e poteva evitarsi la diffusione dei contagi, ma “il telefono del consigliere Maurizio Balassone non ha mai ricevuto telefonate con richieste di aiuto o almeno di confronto da parte di nessuno, sindaco o assessori”.
Sbic, quindi, ritiene che Sulmona non abbia adesso bisogno di un “sindaco caudillo”, che passa con velocità impressionante da una posizione al suo opposto e chiede, in sostanza, che Annamaria Casini faccia un passo indietro per consentire la costituzione di “un gruppo di lavoro allargato” composto di rappresentanti del consiglio comunale, ma anche di “supporti esterni” che affianchi il sindaco e segua giorno per giorno la situazione ormai grave in tutta la città e non solo nella clinica San Raffaele. “Non una giunta di salute pubblica, ma una “commissione per la salute pubblica”.
Balassone e gli altri valutano, poi, come incongrua l’istituzione di una zona rossa per la città di Sulmona, che ingesserebbe ancora di più la città nei rapporti con gli altri comuni del centro-Abruzzo e che, tra l’altro, non sarebbe concepibile in base ai requisiti previsti per un simile provvedimento.






