Mai così bassa l’attenzione degli elettori

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21% ALLE ORE 19: I FINTI LITIGANTI PD E PDL  VERSO IL FLOP

9 GIUGNO 2013 – Solo il 21% degli aventi diritto al voto ha immesso la scheda nelle urne fino alle ore 19.

Alle ore 12 aveva votato solo il 6,91% dei sulmonesi aventi diritto: in entrambi i rilevamenti,  percentuali inferiori di molto a quelle di due settimane fa, ma anche a molte consultazioni referendarie che per solito denotano grande distacco dell’elettorato. Percentuali inferiori anche a quelle di altre città italiane, pur considerate indici di estremo disagio e insoddisfazione degli elettori.

 Speriamo che il trend rimanga uguale e che alle 15 di domani non si sarà raggiunto il 50% degli aventi diritto. Un sindaco serio, eletto da meno della metà dei concittadini, prima ancora di dimettersi, non accetta neanche

la carica. Il caldo invito a non votare è motivato in “Un film di Fellini tra Piazza XX Settembre e la Tomba”, nella sezione EDITORIALE di questo sito. Sta innanzitutto nella sublime presa in giro che i candidati sindaci di Sulmona hanno riservato ai loro elettori, fingendo di litigare durante gli ultimi comizi della campagna elettorale, quando per disciplina di partito debbono collaborare come fanno il Pd e il Pdl a livello nazionale, dove pretendono di modificare la Costituzione. L’anomalia di questo voto di Sulmona sta nel fatto che il ballottaggio si sarebbe dovuto giocare tra Ranalli e Di Benedetto, se questi non fosse morto; ora, per automatismo della legge, al ballottaggio va un candidato che non solo ha riportato il 13%, ma che soprattutto è alleato di governo di Ranalli. Praticamente non ci sarà opposizione al consiglio comunale.

Quindi, al di là dei ricorsi al TAR o alla Corte Costituzionale, il modo migliore per archiviare questo risultato del “porcellum” amministrativo (e solo questo, beninteso, per le anomalie che ha imposto agli elettori, perchè in genere bisogna votare a tutti i costi) è di far sentire a Ranalli e a La Civita che non hanno il sostegno neanche della metà degli elettori. E, come per quanto accade nei referendum, la consultazione è da ritenersi nulla. Quindi, se hanno un pizzico di senso della democrazia, visto che hanno vinto contro un morto, si dovrebbero dimettere.