Mazzocca dà le colpe, ma dimentica di averle già date due anni fa

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PARADOSSALE ANALISI SECONDO IL METODO DEL D’ALFONSO QUART’ULTIMO

18 GENNAIO 2017 – Il sottosegretario della Presidenza, Mario Mazzocca, che ha la delega alla Protezione Civile in Abruzzo,

dichiara che l’ondata di maltempo era prevista e che si poteva “prevenire e mettere in sicurezza la rete delle linee elettriche, i trasformatori (ghiacciati) e le cabine”. E ritiene che siano precise le responsabilità di un’emergenza “che ha riportato indietro l’Abruzzo al Dopoguerra (quando ci si scaldava col camino e si camminava in sentierini scavati nella neve”. Tra l’altro, dice: “La rete infrastrutturale per l’approvvigionamento dell’energia elettrica sconta ritardi annosi nella manutenzione ordinaria e straordinaria. E’ arrivato il tempo che l’Enel metta mano con serietà e sollecitudine a quegli investimenti su cui si era impegnata con l’emergenza nevosa del marzo 2015”. Poi evoca anche le responsabilità di Terna per tralicci e linee ad alta tensione.

Mario Mazzocca è il più simpatico trai governanti abruzzesi, anzi è l’unico che ispiri simpatia; per questo quasi sempre alludiamo alla sua stazza, che non è un suo problema genetico e potrebbe essere risolta con una dieta. Quindi non ce la prendiamo con un difetto fisico se osserviamo che per lui non sarebbero mai bastati i “sentierini scavati nella neve”, ma ci sarebbero volute pur sempre delle fondovalli, con tanto di svincoli e sottopassi.

Però non deve prenderci in giro sulle cose essenziali. E’ appunto dal marzo del 2015, da quando Sulmona rimase senza luce per circa dieci ore e le frazioni per alcuni giorni, che la sua giunta ha fatto la voce grossa con Enel, con Terna o con chi sa lui. Ora parliamo ancora di disastri dovuti alla carenza di investimenti. E chi doveva vigilare? Se la delega alla Protezione civile è suo appannaggio, si faccia un esame di coscienza; se duecentomila Abruzzesi non hanno la corrente e da due o tre giorni debbono fare a meno di lavarsi, né possono allontanarsi dal camino (se ce l’hanno), la responsabilità è solo la sua o, al più, della sua giunta.

E non è che scrivendo le reprimende per Enel o Terna le cose migliorino. Sta su una brutta china, il Mazzocca, perché assume l’atteggiamento del suo capomastro D’Alfonso, che dà le colpe agli altri, di tutto. D’Alfonso stamane ha recitato la lezioncina al giornale radio delle 8 per spiegare che i fili, la luce, la neve pesante, insomma tutto s’è messo contro. Sono incapaci e non hanno il coraggio di dire che per due anni hanno pensato ad altro: ai masterplan da scialacquare nella Fondovalle Sangro, alle bretelle per evitare l’autostrada nella Valle Peligna, e a tutto quello che su queste colonne è pazientemente annotato. Per questo D’Alfonso è tra i peggiori governatori d’Abruzzo nel sondaggio appaltato dal Sole 24 ore; e dal quart’ultimo posto arriverà all’ultimo quando la rabbia degli Abruzzesi  si alimenterà anche di questo sfacelo e di queste prese in giro.

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