MODI DI DIRE SBRIGATIVI: “BEVI QUALCOSA PER IL CERVELLO”

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TRACCE DI PICCOLA AGGRESSIVITA’ NELLE OPERE DI OVIDIO

6 GENNAIO 2013 – Ci sono modi di ridicolizzare quello che dice un avversario: “Ti sei bevuto il cervello”; “Fai pace con il cervello”, “Stai fuori”.

Approcci non delicati in una conversazione che si vuol troncare; di certo non fanno parte dell’armamentario della conciliazione e del confronto. Talvolta sono espressione di intolleranza; talvolta solo di maleducazione. Ma vengono da modi sbrigativi che hanno sempre segnato le conversazioni meno diplomatiche. Ne troviamo traccia in Ovidio, per esempio, laddove, per rappresentare l’assurdità di una ipotesi, egli avrebbe risposto a chi la balenava: “Beviti qualcosa per il cervello. Un’erba di quelle che crescono ad Anticira”, cioè qualcosa che curasse la patologia di chi lavora con fantasia smodata.

Il Sulmonese lo scrive dalla Romania (Epistulae ex ponto) e proprio per sottolineare quanto gli sarebbe apparso assurda una relegazione ai confini del mondo conosciuto: se qualcuno gli avesse detto che sarebbe finito in quel posto, a ripararsi dalle frecce degli archi getici, non avrebbe che risposto in quel modo. Eppure “la potenza dei numi si prende gioco degli uomini” e quello che non sembra possibile si verifica.

Il passo dà anche la conferma dell’ampio uso di sostanze sostanzialmente psicotrope nell’antichità, per sedare o per ridurre anche gli effetti delle allucinazioni. La città di Anticira si trovava nel golfo di Corinto.

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