NANNARONE TORNA A PARLARE DALLA TANA DEI GUERRIERI

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IL CANDIDATO SINDACO SI PRESENTA ALLE PRIMARIE DI DOMENICA

8 GENNAIO 2013 – Per adesso è quella tra i candidati ad aver creduto di più nelle primarie per l’elezione del sindaco: a sollecitarle, a sottolinearne l’importanza visto che subivano l’onda di riflusso delle primarie per il parlamento.

E oggi terrà una conferenza stampa nella sede del PD: Teresa Nannarone si presenta per riscuotere il massimo dei voti: il confronto a primavera non sarà facile tra il PD e gli altri. Quindi occorre fare il pieno delle preferenze nel partito prima di mettere la faccia fuori.

Un particolare che non può sfuggire è dato proprio dal luogo della conferenza stampa: la sede del PD, contrariamente alle altre location che gli “aderenti ufficiali”, gli “esodati” e “color che son sospesi” hanno scelto. Per quanto inospitale, l’appartamentino senza cucina e senza servizi, su Corso Ovidio, evoca l’immagine di un partito coeso, in qualche frangente anche un po’ tetragono. Parlare dalle stanzette che fino all’inizio degli anni Settanta avevano il difetto principale di confinare con la redazione del Tempo di Renato Angiolillo e Pino Rauti, ma il pregio indiscusso di profumare di sano sudore di muratori e agricoltori, è una scelta non di poco conto: da lì venivano letti con altoparlante i risultati delle sezioni man mano che arrivavano, portati in bicicletta o da staffette di quasi maratoneti.

 Bisognerà vedere se sarà premiata in tempi nei quali nessuno del PD suda neanche mezza camicia al giorno: e c’è chi si dà le arie di cineasta del Sulmonacinema (epigono di Veltroni che sogna l’America “ma anche” il cinema americano); e c’è chi i sindacalisti li guarda come marziani, ma non ha troppi torti perchè manca la materia prima, cioè le industrie; e c’è chi conosce molto di Fas e altre astrazioni a confine tra amministrazione e immaginazione, ma non sa neanche il meccanismo di scelta degli scrutatori. Altri tempi erano quelli del presidio organizzato da stalinisti tutti di un pezzo come Elio Presutti, che mai avrebbe potuto pensare ad un PD con satelliti Di Masci (socialista) e La Civita (democristiano, neanche a nominarlo), figuriamoci se poteva pensarli come centro gravitazionale del nucleo incandescente del PCI.

Insomma c’è tutto questo in quelle tre stanzette di Corso Ovidio da dove Teresa Nannarone parlerà per sferrare l’attacco agli altri quattro. Ma c’è di fondo la scelta di parlare ancora alla base, il che non guasta e fa prevedere che il filo diretto tra una Nannarone dialogante con gli iscritti e, dall’altro lato, i candidati in posa (ma sostanzialmente muti) e senza neanche un cordless, si risolverà a favore di chi fa politica senza la lingua dei segni.

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