Morta una provincia si fa una unione di Comuni

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27 MARZO 2014 – Con il voto di fiducia il Senato ha approvato la riforma delle Province: dal 25 maggio non si voterà più per i consigli.

Si passerà, poi, alla costituzione di alcune aree metropolitane. Una riforma della Costituzione (forse con la modifica del titolo V) consentirà di abolire dall’ordinamento il termine “province”. Manca solo la terza lettura alla Camera dei Deputati, che dovrebbe giungere entro e non oltre il 9 aprile.

NEL DETTAGLIO

Gli enti che sostituiranno le province, e che continueranno ad avere questo nome fino alla riforma costituzionale, avranno assemblee non direttamente elette, composte dai sindaci e dai consiglieri comunali di tutto il circondario; i partecipanti non avranno alcuna indennità aggiuntiva e conserveranno poteri esclusivamente di pianificazione. Il presidente, dunque, sarà il sindaco del Comune capoluogo; all’assemblea, che sarà composta da tutti i sindaci del territorio, si affiancherà il consiglio provinciale, formato da 10 o 16 membri, scelti tra i sindaci e i consiglieri comunali del territorio

L’aspetto positivo di questo ulteriore disegno di legge sta nella soppressione di tutte le province, indistintamente. Si eviterà il non edificante spettacolo che proprio di recente e proprio in Abruzzo ha portato i presidenti degli enti da sopprimere ad affannarsi per proporre ricorsi al giudice e manifestazioni di protesta essendo stati esclusi dalle liste delle province da salvare. Addirittura in Abruzzo si è dovuto assistere alla ipotesi di conservazione della provincia di L’Aquila o di quella di Chieti e della soppressione di quella di Pescara.

Due considerazioni emergono prima di tutte: l’accresciuto ruolo dei politici eletti nei Comuni e l’importanza, per i Comuni, di scegliere l’ente al quale partecipare.

A questo punto si prospetta del tutto prioritario anticipare la scelta sulla destinazione che città come Sulmona, a confine tra le province prima esistenti, intendono darsi nella costituzione di “unioni di Comuni” o della formula equivalente che sarà individuata (giammai, dunque la fusione). E Sulmona non potrà non scegliere di stare con Pescara, proprio perchè la scelta di passare all’ambito territoriale di Pescara a questo punto si conferma come attuale e proiettata al futuro. Altro che battaglia di retroguardia che sarebbe stata travolta dalla soppressione delle provincie…